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“OGGI TU SARAI CON ME IN PARADISO”

di Sr. M. Paola Farace icms

Conversione

 “Non c’è dunque più nessuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù” (Rm 8,1). Quale migliore scoperta di questa? Gesù ci ha liberati una volta per sempre, ci ha riscattati e, in ogni istante, rinnova questa azione su ciascun altare del mondo. La vita non può non stravolgersi, di fronte a una realtà del genere. La conversione è dono di Dio: ma anche risposta, scelta personale, corrispondenza decisa e irrevocabile alla sua Grazia. Dio opera, ma nessuno può rispondere al posto nostro. Perché farlo? Perché è l’unica “scelta intelligente” che potremo mai fare in tutta la nostra esistenza e dalla quale scaturiranno tutte le altre. È una scelta che ci permette di puntare davvero in alto, nella vita: in Dio. Di fronte a essa ogni altra scelta impallidisce, è vana. Ed essa avviene per Grazia.

“La conversione – diceva S. Josèmaria Escrivà - è cosa di un istante; la santificazione è opera di tutta la vita”. Siamo stati creati per essere santi e, finché staremo con i piedi piantati in terra, tutto ciò che ci circonda, il mondo, l’aria stessa che respiriamo, le tante cose pur buone che ci circondano… tutto molto spesso vorrà distrarci – con le sue lusinghe, con i suoi inganni e con le sue menzogne – dal solo incontro che può realmente cambiarci l’esistenza: quello con Gesù di Nazaret. C’è una conversione iniziale e poi c’è quella che dura tutta la vita. Entrambe sono uniche per ognuno.

Quella iniziale può essere graduale, o avvenire improvvisamente. Qualche esempio? Potrà accaderci quello che successe all’apostolo Paolo: percorrendo la via di Damasco, con l’unico obiettivo di uccidere i cristiani, fu abbagliato da Gesù, che lo accecò, facendolo cadere da cavallo; ma poi lo guarì, dalla sua cecità fisica e spirituale. Maria Maddalena, mentre annegava nel proprio peccato, trovò la mano tesa di Gesù e il suo sguardo nuovo, che le restituirono rispetto e dignità. S. Francesco d’Assisi, dopo aver incontrato Cristo, si spogliò di ogni cosa, per sposare “Madonna povertà” e possedere così l’Unico necessario.

Comunque ci accada, è Lui che fa sempre il primo passo. La conversione è un suo dono. E noi non possiamo fare a meno di seguirlo, perché Egli ci attira fortemente a sé. Allora, è necessario desiderarlo fortemente. Poi prendere la ferma decisione e agire. Partire per il ‘santo viaggio’.

Il buon ladrone

Due uomini furono crocifissi con Gesù: uno di loro scoprì di avere accanto a sé il Re dei re, il Figlio di Dio, Colui che stava donando la vita per riscattare la sua. Alla sua presenza, profonda fu la sua contrizione. Si pentì e, in punto di morte, chiese perdono a Gesù. Egli, vista la contrizione del suo cuore, gli rispose: “Oggi, tu sarai con me in Paradiso!”. “Oggi!!!”.

La contrizione del cuore. È questa una carta vincente. In quella contrizione (durata poi tutta la vita) sono nati grandi uomini e grandi donne, che sono diventati i grandi Santi e Sante della Chiesa.

Il momento della contrizione! Un esempio: avete mai visto la mamma usare lo stura-lavandini? Bene, fa venire fuori tutto lo sporco e lo puoi vedere in tutta la sua ripugnanza. Così fa Dio con il peccato. Lo tira fuori: lo vedi, te ne vergogni, ti dispiace, te ne libera e ti dona l’acqua della Grazia, che finalmente può entrare in te e donarti la vita nuova. È il tempo della conversione, in cui prendi in mano la tua vita e ti decidi di seguire… la Via, che è Gesù.

La vita nuova…

Mi ha sempre affascinato la consegna che il Santo Padre fa in occasione della GMG ai giovani di tutto il mondo: la Croce. Un’immagine quasi paradossale: un’enorme Croce, sorretta da tanti giovani.

Possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma, dopo l’Eucaristia, è la Croce il luogo dell’incontro: lì siamo sicuri non solo di incontrare Gesù, ma di fare in modo che Lui vinca nella nostra vita. È il sapere di non potere nulla da soli, nella consapevolezza che Lui, però, può tutto. È riconoscere la sua Maestà. È la confessione del Centurione, ai piedi della Croce: ‘Questi è veramente il Figlio di Dio!’. È l’invocazione dell’anima fragile, piccola, che si attende tutto dal suo Signore. E Lui non delude mai, perché ha stretto con ognuno un’Alleanza eterna, sulla Croce. Un’alleanza che si rinnova continuamente, in modo incruento, sull’altare, nell’Eucaristia. È Lui che combatte per te e tu in Lui.

Alcuni Padri della Chiesa hanno raccolto, in un’immagine, il mistero della nostra Redenzione. Immagina, dicono, che si sia svolta in uno stadio un’epica lotta. Un uomo valoroso ha affrontato il crudele tiranno che teneva schiava la città e con fatica e sofferenza lo ha vinto. Se tu ammiri il valoroso, se ti rallegri con lui della sua vittoria – tanto da considerare come tua la sua vittoria – avrai certamente parte al premio del vincitore. C’è, però, di più. Supponi che il vincitore non abbia alcun bisogno per sé del premio che ha conquistato, ma desideri, più di ogni altra cosa, l’incoronazione dell’amico, quale premio del suo combattimento: in tal caso, quell’uomo non otterrà forse la corona, anche se non ha faticato né riportato ferite? Certo che l’otterrà. Così, dicono questi Padri, avviene tra Gesù e noi. Egli, sulla Croce, ha sconfitto l’avversario. “Le nostre spade – esclama San Giovanni Crisostomo – non sono insanguinate, non abbiamo riportato ferite; la battaglia non l’abbiamo neppure vista, ed ecco che otteniamo la vittoria. Sua è stata la lotta, nostra la corona. E poiché siamo stati anche noi a vincere, imitiamo quello che fanno i soldati in questi casi: con voci di gioia esultiamo per la vittoria…”

...nello Spirito

 “Ignorantia legis non excusat”: è una locuzione latina, nota in ambito legale: il suo significato è che “l’ignoranza della legge non ci discolpa, non ci giustifica”. Se questo è vero in ambito legale, ancor più vale per il Regno del Padre: la legge del nostro Re è scritta non su carta, né su tavole di pietra, ma nei nostri cuori, nella carne, nello spirito. E innumerevoli sono i continui inviti e sussurri che Dio fa per convertirci a Lui; non ci molla, ci marca stretti, donandoci tutti i mezzi possibili, necessari alla salvezza. No, scuse non ne abbiamo: siamo stati creati per diventare santi! Tutti, nessuno escluso, abbiamo la stoffa e le armi necessarie per combattere e fare questa stupenda corsa… l’unica che valga davvero la pena intraprendere! E nessuno può farlo sostituendosi a noi. Chiediamogli allora, con umiltà e senza mai stancarci, di lasciarsi incontrare ed Egli, Dio fedele, lo farà. E, una volta incontrato, rimbocchiamoci le maniche e, con Lui e insieme ai fratelli, cominciamo a stabilire già qui, in terra, il Regno del Padre.

Soprattutto, accostiamoci con fiducia al confessionale e consegniamo i nostri peccati a Gesù che ci aspetta e andiamo continuamente lì, dove lo troveremo sempre vivo: nell’Eucaristia! Vivremo già oggi la pienezza di vita; sentiremo sussurrare: “Oggi tu sarai con me in Paradiso!”.

 

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