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Ogni anima vale il Sangue di Cristo

ESTRATTO DEL MARIA DI FATIMA - N°5, LUGLIO/AGOSTO 2020

MARIA DI FATIMA - N°5, LUGLIO/AGOSTO 2020

 

La sovrabbondanza dell’Amore

OGNI ANIMA VALE IL SANGUE DI CRISTO

di suor M. Lucia Cucci icms

 

“Annegatevi, annegatevi nel Sangue di Cristo Crocifisso, dove ogni cosa amara diventa dolce e ogni peso leggero”.
Santa Caterina da Siena, comprendendo profondamente il valore inestimabile del prezioso Sangue del nostro Redentore, ha attinto da esso la forza e l’amore che hanno animato tutta la sua esistenza, svelandoci così il cuore della sua vita spirituale

 

Santa Caterina si può definire come la “mistica del Sangue”, perché la sua spiritualità fa riferimento all’amore di Cristo, che si rivela in modo particolare sulla croce. L’amore che Cristo ha dimostrato nella sua Passione e la determinazione, da parte di Caterina, nel rispondere a questo amore con l’amore, sono state le fonti della forza e del coraggio che spinse questa donna a “consumarsi” per il bene delle anime e della Santa Chiesa.
Fin dalla sua giovinezza, per singolare grazia, fu immersa nel mistero di Cristo e visse una amicizia cordialissima con lui, tanto da poter dire, come l’apostolo Paolo, “non vivo io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20). Il mistero di Cristo aveva per Caterina un nome concreto: il sangue Gesù, massima espressione della Misericordia di Dio verso le sue creature.
Nel Dialogo della Divina Provvidenza leggiamo: “Per misericordia ci hai lavati nel Sangue, per misericordia volesti conversare con le creature, O Pazzo d’amore! Non ti bastò incarnarti, ma volesti anche morire! ... O misericordia! Il cuore mi si affoga nel pensare a te: ché dovunque io mi volga a pensare, non trovo che misericordia” (Dial. 30). La Santa scrisse: “Abbiate memoria di Cristo crocifisso, Dio e uomo ... Ponetevi per obiettivo Cristo crocifisso, nascondetevi nelle piaghe di Cristo crocifisso, annegatevi nel sangue di Cristo crocifisso” (Lettera n. 21).
In queste infuocate parole è sintetizzato tutto il suo progetto di vita, vissuta come risposta d’amore all’amore di un Dio che “non ama per scherzo”, e che nulla si è risparmiato per pagare il riscatto per le nostre anime.
Guardando il Crocifisso, infatti, comprendiamo l’altezza e la profondità dell’amore con cui Egli ama ciascuno dei Suoi figli. E se, difronte a Lui, piagato e ricoperto di sangue, sgorgasse dal nostro cuore la domanda: “Signore quanto valgo, quanto vale la mia anima?” la risposta la troveremmo scritta nelle piaghe di Nostro Signore: “Tu vali tutto il mio sangue”.

 

UNA "DICHIARAZIONE DI AMORE

La vita dei Santi ci testimonia che, nel momento in cui un’anima scopre di essere follemente amata dal Signore, “corre” con sollecitudine nella via dell’amore e tutta la sua esistenza diventa un canto di ringraziamento e una risposta d’amore all’amore.
Nella vita, spesso, il Signore ci pone di fronte a questa profonda verità del Suo amore. Per alcuni attraverso una gioia, un’esperienza forte di Dio; per altri in un momento di dolore; per altri ancora quando il proprio sguardo incrocia quello del Crocifisso.
In quel sangue, che Cristo ha versato nella sua cruenta Passione -e, in ultimo, sulla Croce- scopriamo un amore più profondo, un amore che non ha disdegnato farsi carne, patire i limiti della natura umana, e soffrire crudelissimi tormenti, solo per nostro amore. Un amore nel quale scopriamo tutto il valore della nostra vita. Il sangue di Cristo è il pegno dell’amore fedele di Dio per l’umanità. Fissando le piaghe del Crocifisso, ogni uomo, anche in condizioni di estrema miseria morale, può dire: Dio non mi ha abbandonato, mi ama, ha dato la vita per me; e così ritrovare speranza.
Inoltre, “il Sangue ci rivela che ogni cosa che Dio ci dona, favorevole e sfavorevole, gioia e dolore, disonore e offese subite, scherni e ingiurie, infamia e maldicenze contro di noi: ogni cosa Dio ci dona con fuoco d’amore, per compiere in noi la dolce Verità, quella per la quale siamo stati creati” (Lettera 25). L’aver compreso e gustato fino in fondo la certezza della benevolenza di Dio Padre porta Santa Caterina ad esclamare con veemenza, nello stesso scritto indirizzato a Fra Tommaso della Fonte: “io voglio che così dolcemente ci inebriamo di Sangue e ci immergiamo nel Sangue. Allora, le cose amare ci sembreranno dolci, i grandi pesi leggeri. E dalle spine e dal dolore coglieremo la rosa, pace e serenità”.

 

LINFA CHE DONA VITA E REDIME

Il Sangue è l’Amore amante, per la cui grazia che si fa dono purifica e salva, redime ed eleva. Nel Sangue il “prezzo” con il quale siamo acquistati da Gesù per essere sua ‘proprietà’” (Lettera 102).
Il Sangue è, per antonomasia, il simbolo della vita e del sacrifico, che in Cristo si compendiano mirabilmente: il Suo Sacrificio, infatti, è per noi sorgente della vera vita.
Nel piano Salvifico di Dio Padre, tutta la vita di Cristo è mistero di Redenzione e il valore del Sangue del Verbo Incarnato è infinito, come infinita è la carità che spinse il Figlio di Dio ad effonderlo, fin dal giorno della sua circoncisione e poi con sovrabbondanza nell’agonia nel Getsemani, nella flagellazione e coronazione di spine, nella salita al Calvario e nella Crocifissione; e, infine, dalla ferita del costato, dalla quale sono sgorgati sangue e acqua, simbolo dei Sacramenti della nostra Salvezza.
La voce del Sangue di Cristo, dunque, “grida” in nostro favore davanti a Dio Padre, implorando Grazie e Misericordia e ottenendo, così, il riscatto dell’uomo di ogni tempo e la liberazione dalla schiavitù del peccato. “Grida”, in nostro favore, non solo nel momento dell’estrema donazione, ma in ogni Messa, ri-attualizzazione incruenta del sacrificio salvifico di Cristo.
Egli ci ha purificati con il Suo Sangue, lavando ogni colpa, e continua a farlo in ogni Confessione, dove la Sua Misericordia si riversa sulle anime con sovrabbondanza. Attraverso questo Sacramento, infatti, il Sangue di Cristo viene “versato” sulle anime per purificarle, irrobustirle e rinfrancarle, donando loro la grazia santificante.

 

I PASSI DEL FIGLIO E DELLA MADRE

Maria Santissima, per prima, fu redenta dai meriti del sangue di Cristo, che la preservarono dal “contagio” del peccato originale, per essere la Madre del Figlio di Dio. Come tale, donò a Lui il proprio sangue ed è stata perciò la prima a coglierne profondamente il valore salvifico.
È bello pensare come Maria, conformandosi perfettamente al Volere Divino, desiderasse ardentemente che nessuna stilla del Sangue di Cristo andasse perduta. Bellissima, a tal proposito, la scena descritta nelle Rivelazioni alla Beata Caterina Emmerik, in cui Maria Santissima asciuga con dei lini il sangue che Gesù ha versato nella flagellazione: “Maria vide suo Figlio, con il corpo piagato e insanguinato, trascinato via dai carnefici. Gesù si asciugò il sangue dagli occhi con un lembo della veste per guardare la sua amatissima Madre. Ella tese le braccia verso di lui e seguì con strazio profondo le orme di sangue che lasciavano i suoi passi. Allontanatasi la folla, la santa Vergine e Maria Maddalena si avvicinarono alla colonna e, protette dalle pie donne, asciugarono dal suolo il Sangue del Signore con alcuni teli”.
Chi, più di Lei, può dunque insegnare, a ogni uomo e donna di buona volontà, a cogliere il valore del Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo?
Ella ci aiuti a immergerci sempre più profondamente nella ricchezza di grazia che Esso desidera concedere e, in nome di questo inestimabile Sangue, ci insegni a supplicare Dio per la conversione dei peccatori, implorando costantemente la Misericordia, che Egli stesso vuole concedere a tutti.

 

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