MENU

NEWS

PER CHI SUONA LA CAMPANA?

Un’eco che viaggia dalla Liguria a Fatima

(Editoriale della rivista "Maria di Fatima" – gennaio- febbraio 2026)

di Padre Mario Piatti icms

Scorrendo la cronaca di questi ultimi mesi, torna alla mente il famoso romanzo dello scrittore americano Ernest Hemingway (1899-1961), ambientato nel quadro della Guerra civile spagnola. Robert, un giovane statunitense, antifranchista, deve attuare un pericoloso piano, in territorio nemico, e perderà la vita proprio per concludere “felicemente” l’operazione.

Il titolo del racconto: Per chi suona la campana, allude al mistero ineluttabile della morte, che incombe su ogni uomo, e fa riferimento a un verso del poeta inglese John Donne (1572-1631): “Non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona per te”.

Proprio a una “campana” – seppure di diverso tenore – vorrei qui brevemente accennare: a un rintocco serale, che ha sollevato critiche di ogni genere.

Come si sa, nella diocesi di Ventimiglia-Sanremo, sulla torretta della curia, dal 28 dicembre 2025 una campana, ogni sera, alle 20, vuole ricordare tutti i bambini non nati. Le infinite polemiche, suscitate dalla iniziativa, hanno pubblicizzato oltremodo quel suono, contribuendo – per così dire – ad amplificare l’eco di quelle note in tutta Italia e perfino all’estero.

La volontà di un Vescovo – di riportare alla memoria i tanti bambini eliminati grazie alla interruzione volontaria della gravidanza – ha generato un coro generale di disapprovazione.

Ormai, nella mentalità comune, la possibilità di distruggere una vita deve essere considerata a pieno titolo un diritto inappellabile, sacrosanto, sancito addirittura ufficialmente nella legislazione di alcune nazioni.

Forse occorre fermarsi un momento, a riflettere insieme.

Anzitutto, la “provocazione” del Vescovo risponde a una esigenza congenita con l’identità stessa della Chiesa, voce profetica nella storia, “esperta” di umanità (come osservava Giovanni Paolo II) e vicina al cuore e all’esperienza dell’uomo di ogni epoca. La Chiesa non inventa né propone strane dottrine: rilegge piuttosto la realtà, senza depauperarla o imprigionarla negli angusti limiti di una teoria o di una ideologia. Parte dal reale, lo coglie nella sua totalità, per riconoscere la autentica fisionomia di ogni evento, legato al nostro “universo umano”. A proposito, poi, della contestata opportunità di tale iniziativa, vengono in mente le chiare parole di San Paolo: “Richiamate, in ogni occasione, opportuna e non opportuna…”.

La Chiesa ha il compito – ha il dovere – nell’ambito della sua missione universale, di richiamare le coscienze, di ricondurre i cuori alla luce della verità. Quel rintocco vuole rammentare le innumerevoli vite distrutte nel grembo materno, creature indifese sottratte all’esistenza e le conseguenti ferite prodotte nell’anima di tante madri, vittime – spesso ignare – di condizionamenti di dipendenze psicologiche di ogni genere.

Il suono di quella campana non ha il tono né la pretesa di un giudizio inappellabile: manifesta piuttosto la pietà cristiana per le vittime di un infinito olocausto, che si perpetua ormai nella sovrana indifferenza del mondo.

Quei rintocchi sono un invito a fermarsi, a riconsiderare i fatti almeno alla luce della ragione – se non della fede – e a riconoscere l’inganno che si cela dietro certe presunte “conquiste sociali”, autentiche sconfitte per tutti. Non si risolvono i problemi eliminando qualcuno, ma ripartendo proprio dalla vita – dono sacro e intangibile – di ognuno, accolto e amato per la sua stessa dignità di persona, il cui DNA è unico e irripetibile, fin dal primo istante del concepimento.

Chissà perché, quella campana mi riporta – con il cuore e con lo spirito – a Fatima, alla vita dei Pastorelli. Migliaia – ormai milioni – di fedeli, da tutto il mondo, fin dal lontano 1917, sono giunti alla Cova da Iria, dove lo scampanio del Santuario riconduce in alto gli animi, ridona speranza, invitando alla preghiera, al pentimento sincero, a propositi santi. Questa grazia accade perché quei tre fanciulli furono accolti con gioia dai loro genitori e proprio su di loro – ultimogeniti di due famiglie già numerose – il Cielo ebbe uno straordinario progetto di Salvezza.

Quella campana ligure, come quella di Fatima, suona per tutti e per ciascuno: non come condanna irrevocabile, né solo come mesto ricordo dei poveri bimbi uccisi, ma come appello al cuore, perché si possa ritrovare la via della pace, di un’autentica conversione interiore e del perdono, da parte di un Dio che è e rimane Padre – sempre e per tutti – misericordioso.

 

in Evidenza

Tempo propizio di conversione
Quaranta giorni da non sciupare

Santa Caterina da Bologna: mistica audace e umile
Et gloria Eius videbitur in Te

III DOMENICA DI QUARESIMA - 08 marzo 2026 - ANNO A
Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna

La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"
Meditando i misteri dolorosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

CALENDARIO EVENTI

Prossimi eventi

DONA ORA

Con una piccola donazione puoi riaccendere la speranza di uomini, donne e bambini in Brasile e, anche in Italia...

Dona alla fondazione

La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria

ABBONATI ALLA RIVISTA |

NEWSLETTER

La newsletter è uno strumento per rimanere sempre in contatto con noi e per essere sempre aggiornati sulle principali attività della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria. Iscrivendoti riceverai gratuitamente notizie brevi, links ad articoli.

Pillole di SpiritualiTà

Il digiuno non germoglia se non è innaffiato dalla misericordia. (San Pietro Crisologo)