MENU

NEWS

Povero me: sono diventato papà!

Confessioni e divagazioni di un felice neo-padre

di Marco Perrone

Ciao sono Marco e sono diventato da poco papà di una bellissima bambina, di nome Gemma.  In questo articolo vi parlerò della mia esperienza, ovvero di questo “passaggio”, dall’essere solo marito all’essere sia marito, sia papà.

Credo che per descrivere questo avvenimento sia doveroso parlare di ciò che è avvenuto poco prima, ovvero del parto di mia moglie e di ciò che ho provato assistendola durante il travaglio.

Essere presenti alla nascita del proprio figlio è un’esperienza assolutamente unica, nel suo genere; chiacchierando con un amico (padre di 5 figli) quest’ultimo l’ha definita “come assistere a un fenomeno naturale catastrofico”, per esempio un terremoto o una grande tempesta… e io aggiungerei: sopravvivendo allo stesso evento.

A mio parere, la mia paternità è cominciata proprio quella notte in cui mia moglie Lucia travagliava in ospedale e io cercavo di recuperare, a casa, quel poco sonno che mi avrebbe consentito di ottenere un minimo di forze per raggiungerla, quando mi avrebbe chiamato. 

La telefonata è arrivata circa alle 6:45 (se ricordo bene); e, in seguito a questa, la stanchezza derivante dalla notte quasi del tutto insonne è sparita all'istante, mi sono fiondato in macchina per dirigermi verso l’ospedale (che ho raggiunto in tempi record tra l'altro).

Ho assistito mia moglie durante il travaglio: nonostante il dolore fortissimo che provava, è stata sempre dolce ed educata sia nei miei confronti, sia nei confronti delle ostetriche. Ciò che è strano è che, nonostante la scena tutt’altro che rasserenante del parto in corso, durante il travaglio non provavo alcuna paura.

Quando, poi, ho visto uscire dal grembo di Lucia la piccola Gemma, sono scoppiato a piangere davanti a tutti e ho provato una grandissima gioia.

A un livello più profondo, invece, è indubbio che, durante questo breve lasso di tempo, stava avvenendo un cambiamento in me: avevo come l’idea che ogni mia azione, per essere santa, dovesse avere come fine Lucia e Gemma. 

Per comprendere meglio questo concetto propongo un esempio: uno dei miei passatempi preferiti è quello di allenarmi intensamente, a livello fisico; e, normalmente, in passato, quando mi allenavo, non mi chiedevo per chi lo stessi facendo... lo facevo perché volevo diventare più forte e basta.

Da quel momento in poi, invece, spesso, durante l’allenamento, mi capita di pensare: “devo svagarmi, per essere più sereno con Lucia e Gemma”; il fine, quindi, non mira più esclusivamente all’autocompiacimento, ma è indirizzato alla famiglia.

Questa regola vale tanto nel bene quanto nel male, giacché, quando faccio azioni finalizzate a un mio tornaconto personale, senza considerare le mie due donne, mi sento di mancare nei loro confronti.

Dal punto di vista meno spirituale e più “materiale”, l'essere papà stravolge la vita sotto ogni aspetto.

Un giorno, un Sacerdote mi disse “pensavo che una volta che fossi diventato Padre avrei pregato più di prima, invece ho a malapena il tempo di fare le preghiere obbligatorie…”; e devo dire che – sebbene io, a differenza sua, eserciti un tipo diverso di paternità – mi ritrovo pienamente nelle sue parole. Diventando papà, infatti, mi si è ridotto tantissimo il tempo libero, le ore di sonno quotidiane si sono quasi dimezzate e tanti progetti che avevo in mente sono stati “messi in pausa”.

È come se, con la paternità, si diventasse più “essenziali” in tutto: quindi, ci si focalizza su ciò che è fondamentale in primis e, solo se fortuitamente si racimola un po’ di tempo libero, ci si dedica a ciò che è secondario.

Di fronte a questo scenario, qualcuno potrebbe sentirsi scoraggiato, eppure sono convinto che la via della paternità sia un pilastro fondamentale del cristianesimo: ogni bimbo che nasce, come la mia Gemmina, è un potenziale santo, che collaborerà per diffondere il messaggio di Cristo al mondo; dunque, se abbiamo la possibilità di essere papà e non la mettiamo in atto, con quale coraggio osiamo poi lamentarci del fatto che il cristianesimo stia sparendo?

Affido il mio cammino di paternità, e quello di tutti i papà, al padre migliore che ci sia mai stato nella storia dell’umanità: a San Giuseppe. Possa la sua potente intercessione aiutarci ad esercitare il nostro importantissimo ruolo nel modo migliore possibile, malgrado le nostre imperfezioni.

 

in Evidenza

MARIA SANTISSIMA NEL SABATO SANTO
UN SILENZIO PIENO DI SPERANZA

La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"
Meditando i misteri dolorosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

SANTA PASQUA 2026
Gli auguri del Presidente della FCIM

VENERDÌ SANTO: GESÙ E LA PASSIONE
Il giorno più buio di sempre

CALENDARIO EVENTI

Prossimi eventi

4º Convegno Giovani FCIM a Fatima
Fatima: la risposta del cielo ai mali di questo tempo

CATECHESI FCIM VILLA TROILI
Tema: "I Sacramenti"

CATECHESI FCIM ANADIA
Formazione cristiana

DONA ORA

Con una piccola donazione puoi riaccendere la speranza di uomini, donne e bambini in Brasile e, anche in Italia...

Dona alla fondazione

La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria

ABBONATI ALLA RIVISTA |

NEWSLETTER

La newsletter è uno strumento per rimanere sempre in contatto con noi e per essere sempre aggiornati sulle principali attività della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria. Iscrivendoti riceverai gratuitamente notizie brevi, links ad articoli.

Pillole di SpiritualiTà

La gloria del Padre, la gloria di Dio è che l’uomo viva. Ecco, l’uomo vive in Cristo. (San Giovanni Paolo II)