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Quel sottile filo celeste che ci unisce

ESTRATTO DEL MARIA DI FATIMA - N°4, GIUGNO 2020

MARIA DI FATIMA - n°4, GIUGNO 2020

 

Ritrovarsi insieme nel Cuore materno della Vergine Maria

QUEL SOTTILE FILO CELESTE CHE CI UNISCE

di padre Davide Gilioli icms

 

20 giugno, siamo pronti!
La grande solennità, per tutta la FCIM, del Cuore Immacolato di Maria arriva, puntuale come sempre,
a rinsaldare il più grande dei legami fra tutti noi, suoi consacrati.

 

FILO ROSSO

Ogni storia ha il suo “filo conduttore”, il cosiddetto leitmotiv, quel tema centrale che accomuna eventi e personaggi, che dà senso ai dettagli e conduce armoniosamente alla meta.
Generalmente si parla di questo legame come di un filo, un filo rosso per la precisione. Perché rosso? C’è chi lo riconduce ad un’antica e mai tramontata leggenda cinese (il mondo orientale gode sempre di un non so che di fascino); qualcuno associa la fortuna di questa espressione a Goethe (cfr. romanzo “Die Wahlverwandtschaften”: forse, però, “Le affinità elettive” si capisce meglio); altri a Freud (qualcosa di relativo all’inconscio, ma qui alzo le mani…). E poi c’è Google che, invece, suggerisce come, probabilmente, questo modo di dire abbia un’origine marinara: era un filo rosso che permetteva di separare le corde aggrovigliate delle gomene.

 

FILO CELESTE

Fatto sta, qualunque sia la sua origine, che questa espressione è entrata nel linguaggio comune: se devi parlare di un legame, ecco che hai l’immagine giusta pronta all’uso.
Anche la FCIM –ovviamente– ha il suo legame, quel filo invisibile che lega il Carisma, le nostre tre realtà e, più in generale, ogni aspetto del nostro Movimento: Suore, Laici, missioni mariane, Santuario di Montignoso, rivista MdF, riparazione, preparazione dei flambeaux, Padri, pellegrinaggi, Francesco e Giacinta pregate per noi, collaboratori, catechesi, Stella più bella, percorso per l’atto di affidamento, oratori, Casciani, ritiri spirituali, Fatima… c’è un filo sottile che lega tutto l’universo FCIM.
Ma in questo caso non è rosso.
È celeste.

 

CORREVA L’ANNO 2000

Migliaia di giovani riempivano la spianata di Tor Vergata attorno a Giovanni Paolo II, le Olimpiadi in Australia, i rigori parati da Toldo all’Europeo, Bush è presidente degli Stati Uniti… Eppure, nonostante ebbe meno clamore mediatico, per me il vero evento con cui si aprì il XX secolo fu, senza ombra di dubbio, il Camposcuola ICMS a Piccolino (ridente località della Val Badia).
Erano gli anni in cui P. Alberto Galassi (superiore attuale della nostra comunità a Fatima) e P. Mario Piatti (c’è bisogno di presentare il Direttore? andiamo, su…), da veri e propri “mattatori estivi”, conducevano centinaia di ragazzi alla sequela del Signore, sulle orme di un entusiasmo e una passione fuori da ogni schema. Alla fine del campeggio, l’amicizia con Gesù era il solo e unico obiettivo di ogni giovane. Comunque, ricordi nostalgici a parte, ci fu un consiglio che diedero i Padri in quei giorni e che ancora mi tengo stretto: “Vedete ragazzi, quando nel nostro cuore arde una domanda grande, o siamo scossi da una intenzione profonda, o inizia a prendere sopravvento in noi un desiderio santo, non bisogna custodire tutto gelosamente. Ma va preso e donato. Quando una scintilla di bene e santità scocca in me, bisogna portarla nel Cuore della Vergine Maria. E poi lasciare che ci pensi Lei: non solo la custodirà, ma la farà divampare in un incendio d’amore”.
E ci consegnarono una preghiera, consigliandoci di recitarla ogni settimana, con cui iniziare (e poi rinnovare) ad affidare a quel Cuore ciò che avevamo più di caro: la nostra vita e la nostra vocazione.
La preghiera era un atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

 

“O MARIA, MADRE MIA, AMABILISSIMA…”

Scoprii, poi, che quella stessa preghiera ogni sabato viene recitata dai Servi e dalle Serve del Cuore Immacolato. Che nelle s. Messe dove si pronunciano gli Atti di Affidamento da parte dei Laici è questa preghiera a spalancare le porte del Movimento, a dare inizio ad un cammino tutto nuovo. E che, da quel momento in poi, anch’essi sono chiamati a rinnovarla in ogni sabato.
Scoprii che c’è una preghiera che mette tutto della mia vita, e tutti della mia Famiglia, nel Cuore di Maria.
E così si inizia a tessere la tela, i fili cominciano ad intrecciarsi: ogni settimana, puntuale, arriva questo momento dove Padri, Suore, Figli e Figlie si uniscono -anche se distanti- partecipando dell’unica missione, attraverso il dono di ciò che sono (e fanno) a quel Cuore Immacolato.
Ogni sabato, fra ordito e trama, si muove questo filo, celeste e sottilissimo, così delicato e al tempo stesso così indistruttibile, per legare il nostro animo, al Cuore Purissimo di Maria, per “cucire” ad esso la nostra vocazione e la missione di tutta la FCIM. Inizi a sussurrare: “O Maria, madre mia, amabilissima…” e chissà quanti si stanno unendo a questo mio atto, come corre veloce, su e giù per tutto il Movimento, il filo della consacrazione a Maria.

 

UN DONO CHE OFFRO

«Ogni associato della FCIM, fedele all’invito del Signore: “Ecco tua Madre”, si affida filialmente a Maria e la introduce in tutto lo spazio della propria vita, cioè nel suo io umano e cristiano», così riporta la Statuto del Movimento. E la Regola dei Servi e delle Serve, attingendo a piene mani alle fonti del Carisma, rincara la dose: «Consegna a Maria Santissima piena potestà sulla propria persona: corpo, mente, volontà, energie fisiche e spirituali, affinché ella se ne serva per la realizzazione dei progetti d’amore del Padre Celeste». Siamo invitati a dare “carta bianca” alla Vergine Santa, a consegnare tutto il capitale della nostra vita nelle mani di Colei che sola potrà moltiplicare e far fruttare quelle ricchezze che Dio ha posto in noi. A unire tante piccole scintille in un unico grande fuoco d’amore. A seguire il percorso tracciato da questo filo celeste, scorgendolo in ogni nostra attività, facendolo emergere in ogni spazio di FCIM che siamo chiamati a vivere.
E forse, alla fine, di aver aiutato a realizzare un meraviglioso manto di santità, di cui si sono ricoperti tanti fratelli e sorelle.

 

***

 

Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

O Maria, Madre mia amabilissima, io figlio tuo mi offro oggi a Te, e consacro per sempre al Tuo Cuore Immacolato tutto quanto mi resta di vita, il mio corpo con tutte le sue miserie, la mia anima con tutte le sue debolezze, il mio cuore con tutti i suoi affetti e desideri, tutte le preghiere, fatiche, amori, sofferenze e lotte, in special modo la mia morte con tutto ciò che la accompagnerà, i miei estremi dolori e la mia ultima agonia. Tutto questo, Madre mia, lo unisco per sempre e irrevocabilmente al Tuo amore, alle Tue lacrime, alle Tue sofferenze! Madre mia dolcissima, ricordati di questo Tuo figlio e della consacrazione che fa di se stesso al Tuo Cuore Immacolato, e se io, vinto dallo sconforto e dalla tristezza, dal turbamento o dall'angoscia, arrivassi qualche volta a dimenticarmi di Te, allora, Madre mia, Ti chiedo e Ti supplico, per l'amore che porti a Gesù, per le Sue Piaghe e per il Suo Sangue, di proteggermi come figlio Tuo e di non abbandonarmi fino a quando io non sia con Te nella gloria. Amen.

 

***

 

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