Pillole di SpiritualiTà
Dio ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla. (Sant'Efrem)
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L’icona mariana che protegge Roma: arte, fede e storia
di Vincenzo Saddò
La Salus Populi Romani è una delle icone mariane più venerate della cristianità e senza dubbio la più importante a Roma. Conservata nella Cappella Paolina della Basilica di Santa Maria Maggiore, questa immagine sacra ha avuto nei secoli un ruolo “chiave” nella devozione popolare, nella vita liturgica della Chiesa, e persino nelle vicende storiche della città eterna.
L’origine della Salus Populi Romani è avvolta nel mistero e nella leggenda.
Secondo la tradizione medievale, l’icona fu dipinta da San Luca evangelista, che avrebbe ritratto la Vergine Maria dal vivo. Questa narrazione, pur non storicamente verificabile, è espressione della venerazione profondissima che i fedeli attribuivano all’opera.
Fino a qualche anno fa, le varie ridipinture risalenti al medioevo – che ne rendevano difficile una precisa collocazione temporale – hanno fatto sì che l’immagine venisse datata a quasi ogni possibile periodo compreso tra il V e il XIII secolo! Il recente restauro, avvenuto nel 2018 per volere di Papa Francesco, ha visto invece la rimozione di queste ridipinture, riavvicinando l’icona alla sua apparenza originale. Grazie ai due esami effettuati al corbonio -14 su dei campioni del supporto ligneo, si è potuto affermare con certezza che l’opera risale all’ XI secolo: oggi possiamo dire che questa icona ha attraversato quasi mille anni di storia.
Il titolo “Salus Populi Romani” (Salvezza del Popolo Romano) fu attribuito nel XIX secolo alla Vergine per la sua intercessione in occasione di pestilenze, invasioni e altri pericoli.
L’icona fu portata in processione molte volte nella storia di Roma, specialmente durante calamità naturali o guerre, invocando la protezione della Madonna sulla città.
L’icona è un classico esempio di “Maria Odigitria”, cioè “Maria che indica la via”:
L’opera è realizzata su una tavola di legno, con tecnica a tempera, successivamente ritoccata in varie epoche e ha delle dimensioni abbastanza grandi per un’icona (117x79cm).
Ritrae la Vergine Maria che indossa un manto azzurro scuro filettato d’oro sopra una veste violacea e ha in braccio il Bambino Gesù.
Gesù, nella mano sinistra, ha un libro, con la mano destra fa un gesto di benedizione e ha lo sguardo rivolto verso la Madre, che a sua volta si rivolge con lo sguardo all’ osservatore.
I volti sono solenni, astratti, non realistici, ma colmi di maestà spirituale.
Il fondo dorato e l’uso dell’oro nella veste di Maria sono elementi stilistici propri dell’arte iconica orientale.
La Salus Populi Romani ha un ruolo centrale nella spiritualità mariana romana
Inizialmente l’icona venne posta sopra la porta del battistero della Basilica, fino al 1240, quando le fu attribuito il titolo di Regina Coeli: allora fu spostata nella navata, per poi essere conservata in un tabernacolo di marmo fino al 1613, data della sua ubicazione nella Cappella Paolina, dove si trova a tutt’ oggi, oggetto di culto continuo.
Papi, santi e pellegrini l’hanno onorata per secoli e continuano a farlo: Pio V la portò in processione dopo la vittoria di Lepanto, nel 1571; Gregorio XVI nel 1837 la pregò per chiedere la fine di un’epidemia di colera; San Giovanni Paolo II la indicò come protettrice delle GMG.
Papa Francesco ha instaurato una tradizione personale: prima e dopo ogni viaggio apostolico, visitava l’icona per affidare a Maria il suo cammino. Il 15 marzo 2020, in piena pandemia Covid-19, il Santo Padre ha pregato davanti a questa icona per implorare la fine di questa pandemia che ha colpito
l’Italia e il mondo intero. Il successivo 27 Marzo ha fatto condurre l’icona in piazza San Pietro, per chiedere nuovamente la fine della pandemia. Recentemente, alla sua dipartita, è stato sepolto proprio lì, come aveva chiesto nel suo testamento: «Desidero che il mio ultimo viaggio terreno si concluda proprio in questo antichissimo santuario Mariano dove mi recavo per la preghiera all’inizio e al termine di ogni Viaggio Apostolico ad affidare fiduciosamente le mie intenzioni alla Madre Immacolata e ringraziarla per la docile e materna cura».
La Salus Populi Romani è molto più di una semplice immagine sacra: è una presenza viva nella memoria spirituale di Roma, un’opera d’arte che unisce Oriente e Occidente e un simbolo potente della fede del popolo cristiano nella protezione materna di Maria, un canale di grazia, un segno tangibile della fedeltà di Maria nei confronti del suo popolo.
Ogni sguardo rivolto a questa icona è un atto di fiducia, speranza e amore verso Colei che, da secoli, è considerata la custode della città eterna e madre dell’umanità sofferente. Chi la contempla non guarda solo un volto antico, ma entra in dialogo con una Madre che ascolta e intercede.
San Bernardo disse: “Chiunque tu sia che, nel mare in tempesta, ti trovi sballottato tra i flutti, guarda la stella, invoca Maria”.
E quella stella, a Roma, ha un nome: Salus Populi Romani.
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