Pillole di SpiritualiTà
Dio ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla. (Sant'Efrem)
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La devozione per il Santo Nome di Gesù
Tratto da “Aleteia”
San Bernardino – un San Paolo del XV secolo
San Bernardino era originario di Siena, e venne ordinato sacerdote francescano nel 1402, a 24 anni. Assunse la povertà dell’ordine francescano ed espresse un’acuta consapevolezza delle necessità della gente del suo tempo. Era noto per la sua santità personale, la sua energia apparentemente infinita e la vitalità gioiosa che lo contraddistingueva. All’epoca il Papa lo paragonò a un moderno San Paolo. […]
Viaggiatore e predicatore prolifico, San Bernardino vedeva chiaramente che il paganesimo aveva ancora unavolta gettato radici in Italia. Falsi dèi e false convinzioni stavano sviando la gente, ma il santo sapeva bene che “in nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4, 12) – il nome di Gesù.
Bernardino nutriva una grande devozione per il Santo Nome di Gesù, e ideò un monogramma per questo: IHS, scritto in caratteri gotici e inserito su un sole. Si tratta delle lettere maiuscole greche iota, eta e sigma, le prime tre del nome di Gesù in greco, ΙΗΣΟΎΣ. Come altre rappresentazioni grafiche per il nome di Cristo, rappresentano quello che viene chiamato cristogramma.
Il cristogramma venne inserito su un sole perché nell’Italia cinquecentesca si era assistito a una rinascita dell’adorazione del sole. I greci bizantini avevano ad esempio portato delle copie dell’inno al sole del IV secolo di Giuliano l’Apostata. Il culto di Apollo doveva essere sostituito dalla vera e autentica adorazione di Gesù Cristo, l’unico sole che sorge in Oriente e che è il Figlio unigenito del padre.
San Bernardino mostrava spesso devotamente questo monogramma alla fine dei suoi sermoni a chi lo aveva ascoltato, e incoraggiava i fedeli a porlo sugli stipiti delle loro abitazioni. All’epoca c’era una profonda divisione politica tra i gruppi dei Guelfi e dei Ghibellini, e il santo esortava ad adottare l’IHS piuttosto che a prendere come riferimento gli stemmi di queste fazioni.
Un simbolo duraturo per un nome altrettanto duraturo
L’IHS, iniziali latine della dicitura “Gesù Salvatore degli uomini” (lesus Hominum Salvator), è quindi un simbolo di pace, di ortodossia, di fedeltà al Signore, e un forte simbolo per aggrapparsi a Gesù e adorare il Suo Santo Nome. L’IHS sarebbe stato in seguito adottato da Sant’Ignazio di Loyola come simbolo della Compagnia di Gesù.
“Il nome di Gesù è la grande base della fede che trasforma le persone in figli di Dio. La fede cattolica consiste nella buona novella di Gesù Cristo come luce dell’anima, porta della vita e fondamento dell’eterna salvezza”
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