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SAN GIOVANNI BOSCO

di Giulia Bottacini

Giovanni Bosco, noto anche come Don Bosco, nacque il 16 Agosto del 1815 in una casa di campagna in località “I Becchi”, che appartiene al paese di Castelnuovo (Asti), oggi rinominato Castelnuovo Bosco in omaggio al Santo.

La sua nascita avvenne subito dopo la fine delle guerre napoleoniche che devastarono la zona. Erano tempi difficili, quelli del dopoguerra, in cui regnavano purtroppo povertà e fame. 

A due anni, Giovanni perse il padre, lasciando lui e i suoi due fratelli maggiori ad essere cresciuti dalla madre.
Piccola curiosità : la stessa madre di don Bosco, Margherita Occhiena, è stata dichiarata venerabile dalla Chiesa nel 2006.

Cresciuto principalmente da sua madre, Giovanni frequentò la chiesa e divenne molto devoto. Quando non era in chiesa, aiutava la sua famiglia a coltivare i campi e allevare pecore. Erano molto poveri, ma nonostante la loro povertà, sua madre trovava sempre qualcosa da condividere con chi ne aveva bisogno.

 

Un sogno premonitore

A soli nove anni, il piccolo Giovanni ebbe il primo di numerosi sogni che avrebbero influenzato la sua vita.  

Nel sogno c’era una folla di bambini che litigavano tra loro e bestemmiavano. Sentendo le imprecazioni, Giovanni cercò subito di farli tacere prima con le parole e poi passando ai pugni. Improvvisamente apparvero un uomo e una donna, grandi e maestosi.
L'uomo parlò a Giovanni dicendo che “con mansuetudine e carità”, avrebbe conquistato questi ragazzi.

Allora una signora, anche lei maestosa, disse: "Cresci umile, forte e robusto…A suo tempo, capirai tutto”. Il sogno finì, ma da quel momento Giovanni capì che la sua vocazione era aiutare i bambini poveri e farli avvicinarli a Dio. 

Per conquistare la simpatia dei giovani, aveva imparato e eseguiva per loro tutti i tipi di acrobazie. Solitamente, di domenica, i bambini non andavano in chiesa perché preferivano seguire eventi in cui si esibivano degli acrobati. Una domenica mattina, Giovanni Bosco sfidò uno degli acrobati, vinse e vittoriosamente condusse tutti i ragazzi alla messa.

A 16 anni, superando molte difficoltà, entrò in seminario, ma era così povero che dovette chiedere l'elemosina per raccogliere soldi e i vestiti di cui aveva bisogno. Il sindaco del paese diede il cappello, il prete la giacca, uno dei parrocchiani il cappotto e l'altro un paio di scarpe.

Dopo aver ricevuto il diaconato, Giovanni si recò al seminario maggiore di Torino e lì, con l'approvazione dei suoi superiori, si unì di domenica a un gruppo di bambini abbandonati della città.

 

La gioia e la santità

La cosa più caratteristica di San Giovanni Bosco era la sua gioia costante, lui diceva: “Noi qui facciamo consistere la santità nello star molto allegri”.

Quando parlava ai giovani della via per la santità, la presentava come la via per raggiungere la felicità eterna.

Accompagnava i giovani negli oratori e nei laboratori, con un nuovo sistema educativo: il sistema preventivo.

Questo sistema, rivoluzionario per l'epoca, presentava la filosofia di San Giovanni Bosco in tre parole: ragione, religione e amore. Per lui era impossibile educare un giovane alla ragione, se prima di tutto non lo si amava, se non si comprendevano i suoi problemi e se non veniva aiutato a risolverli, con l'aiuto e la grazia di Dio.

 

I Salesiani

In poco tempo centinaia di bambini e ragazzi vennero a studiare e imparare un mestiere nei laboratori che Don Bosco aveva costruito per loro.

Nella sua opera educativa fu sempre aiutato dalla mamma Margherita che era venuta da I Becchi per sostenerlo.

Nel 1859 invitò i suoi primi collaboratori ad unirsi a lui nella Congregazione Salesiana da lui fondata: si moltiplicarono rapidamente oratori, scuole professionali, parrocchie e missioni. Oltre ai Salesiani, ha fondato l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Ma don Bosco ha saputo anche chiamare tanti laici a condividere con i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice la stessa passione educativa.

A 72 anni il lavoro finì, ma ciò che era stato promesso si avverò: "Ho promesso a Dio che il mio ultimo respiro sarebbe stato per i miei poveri giovani".

Don Bosco morì a Torino-Valdocco, all'alba del 31 gennaio 1888.
Fu proclamato santo da Pio XI nell'aprile 1934, la domenica di Pasqua.

 

Il patrono dei giovani

Don Bosco è il patrono degli educatori e dei giovani. Egli stesso diceva: “Non esistono ragazzi cattivi, ma giovani soli che desiderano la felicità”.

Scoprire quella gioia e quella bontà, questa è la chiave che apre i loro cuori.

E questo è il messaggio che i Salesiani continuano a trasmettere a 133 anni dalla morte di Don Bosco.

San Giovanni Bosco, prega per noi!

 

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