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SAN GIOVANNI EUDES

IL CULTO DEI SACRI CUORI DI GESÙ E MARIA

di Sr. M. Rita Colombo icms

Vita e spiritualità

Giovanni Eudes nasce nel 1601 a Ri, in Francia, da una famiglia di contadini della Normandia.

Il contesto storico e religioso è complesso: si usciva da 30 anni di guerre civili tra cattolici e protestanti, la Chiesa era minata da molte miserie, e agli scontri in seno alla cristianità si univano una intensa investigazione intellettuale e la ricerca mistica di un rinnovamento ecclesiale. Giovanni cresce quindi in questo clima di appassionanti sfide spirituali e sociali.

I genitori lo consacrano a Maria SS.ma fin dalla nascita, e, successivamente, da adolescente, è lui stesso a confermare tale consacrazione. A 27 anni fa un “contratto di alleanza” con Nostra Signora, scritto di suo pugno, con il quale volle essere sepolto. La Madonna accompagna tutta la sua vita.

Educato dai Gesuiti (vettori del rinnovamento in atto), a vent’anni decide di diventare prete entrando in una comunità appena aperta a Caen, l’Oratorio di Gesù, fondato l’anno prima da Pierre de Berulle (futuro cardinale, amico di san Francesco di Sales e maestro di san Vincenzo de’ Paoli): non erano religiosi, ma una comunità di preti che si consacravano interamente al servizio del Vangelo, con una solida formazione, entusiasti di partecipare al rinnovamento della Chiesa. È lo stesso Bérulle a ordinarlo sacerdote il 20 dicembre 1625.

Due anni dopo l’ordinazione si dedica con generosità a soccorrere gli appestati della sua diocesi di origine, preoccupato solo dei malati e non di se stesso.

Dal 1632 dedicherà tutta la sua vita alle missioni predicate dagli Oratoriani. Per parecchie settimane soggiornavano nelle parrocchie e, collegati con il clero locale, si adoperavano a rinnovare la vita cristiana, attraverso la predicazione, la catechesi - che teneva conto delle diverse età e stati di vita -, e confessando senza sosta. Estende ai laici l’invito a condividere con lui il lavoro delle missioni e il servizio di evangelizzazione. Nel corso delle 117 missioni a cui partecipa ha modo di constatare la mancanza di formazione spirituale dei laici e soprattutto dei sacerdoti. Coglie che il frutto delle missioni non si consolida se dei preti ben formati non garantiscono la continuità pastorale dell’opera iniziata dai missionari. Valuta la possibilità di aprire dei seminari, e a tale scopo lascia gli Oratoriani e fonda la Congregazione di Gesù e Maria che si occupi di missioni, di diffondere la devozione ai Cuori di Gesù e Maria, e dell’attività dei seminari. Il 25 marzo 1643 nasce a Caen il primo seminario.

Nel 1641 apre a Caen, insieme ad alcuni laici suoi collaboratori un Rifugio per donne che vivono una esistenza problematica. Da qui nascerà in seguito l’Istituto di Nostra Signora della Carità e del Rifugio, volto al recupero sociale e spirituale delle prostitute.

Nel 1673, a seguito di calunnie, iniziano anni difficili, fino a un anno prima della sua morte, avvenuta nel 1680. 

La spiritualità del santo parte dalla fede in un amore creatore che ci precede. “Dio non ha creato il mondo una sola volta, ma infinite volte … in ogni momento lo sostiene e sempre lo conserva”.

Preoccupazione principale di san Giovanni Eudes fu di trovare il modo migliore di parlare della relazione tra Dio e l’uomo. La scuola francese di Bérulle scelse il cammino dell’interiorità e della comunione di vita con Gesù, e Giovanni era convinto che la strada era l’intrecciarsi del Vangelo nella trama quotidiana della vita: ogni istante, ogni pensiero deve essere riferito a Cristo.

L’opera delle opere è formare Gesù in noi, e tutti siamo chiamati a collaborare, lasciandoci plasmare da Lui.

Gesù deve vivere in voi in modo tale che possiate dirvi con l’Apostolo: “È il Cristo che vive in me (Gal2, 20). Egli vuole che tutto ciò che è in lui viva in voi, che la sua anima viva nella vostra anima, il suo Cuore nel vostro cuore, il suo Spirito nel vostro spirito, che infine tutte le sue facoltà vivano e regnino nelle facoltà della vostra anima e del vostro corpo(Oeuvres Complètes, VI, 107).

Lavorare per la salvezza delle anime, inoltre, passa attraverso l’aiutare gli altri ad incontrare la misericordia di Dio. L’amore ha tratto l’uomo dal niente, la Misericordia trarrà il peccatore dalla sua miseria. L’esperienza che Eudes vive e i risultati pastorali che vede, sono quelli che lo portano ad esaltare l’infinita misericordia di Dio rivelata pienamente nel Figlio, anche per far fronte all’errore dei giansenisti, che presentavano un Dio poco incline al perdono, cercando di allontanare da confessione ed eucaristia.

 

La devozione ai Sacri Cuori

Ogni battezzato, alla sequela di Maria, è chiamato a formare Gesù in se stesso, attraverso un cammino spirituale che parte dall’immagine forte del Cuore, per arrivare alla centralità del rapporto personale con Gesù, accogliendo il suo amore senza limiti.

Dapprima Eudes parla del Cuore di Maria, poi la sua visione si arricchisce e si unifica intorno al Cuore di Gesù Cristo. E’ il primo a comporre un ufficio e una Messa in onore del Cuore Immacolato di Maria e del Sacro Cuore di Gesù, celebrandone le feste all’interno della sua congregazione.

I suoi scritti sottolineano l’unità mistica dei Sacri Cuori: «Non devi mai separare ciò che Dio ha così perfettamente unito. Gesù e Maria sono così intimamente legati l’uno con l’altro che chi vede Gesù guarda Maria; chi ama Gesù, ama Maria; chi ha la devozione per Gesù, ha la devozione per Maria».

San Giovanni Eudes mostrò, con argomenti teologici, che il Cuore di Gesù e quello di Maria non presentano differenze tra loro, ma costituiscono, per l'unione esistente tra loro, un solo e stesso Cuore. “Il nostro proposito è stato sempre, dai primordi della nostra congregazione, di contemplare e onorare questi due amabili Cuori come uno stesso Cuore, in unità di spirito, di sentimento e di affezione”.

“Il culto al Cuore Sacratissimo di Gesù non è in sostanza che il culto dell’amore che Dio ha per noi in Gesù, ed è insieme la pratica del nostro amore verso Dio e verso gli uomini. In altre parole, tale culto si propone come oggetto di adorazione, di azione di grazie e di imitazione; ed inoltre considera la perfezione del nostro amore per Dio e per il prossimo, come la meta da raggiungere mediante la pratica sempre più generosa del comandamento nuovo, lasciato dal Divino Maestro degli Apostoli quasi in sacra eredità, allorché disse loro: ‘Io vi do il comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi’.” (Pio XII, Hauretis Aquas, 1956).

Leone XIII attribuisce a Eudes il titolo di "autore del culto liturgico ai Sacri Cuori di Gesù e Maria", e san Pio X, nel beatificarlo, quello di "padre, dottore e apostolo" di questo stesso culto.

Quando avvennero le rivelazioni sulla devozione al Sacro Cuore e la pratica dei primi venerdì del mese a Santa Margherita Maria Alacoque a Paray- le-Monial, nel 1675, c'era già un popolo preparato a corrispondere al suo appello d'amore.

Per la sua dottrina sui Sacri Cuori, i Padri Eudisti e le Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore, hanno recentemente proposto la sua proclamazione a dottore della Chiesa.

 

Dagli scritti

O Cuore di Gesù, tesoro inestimabile di ogni specie di beni, sii tu il mio unico tesoro, il mio rifugio e la mia difesa. A te voglio ricorrere in tutti i miei bisogni e necessità. O Sacro Cuore di Gesù, sii il riparatore delle mie colpe, il protettore della mia vita e il mio asilo nell’ora della morte. Ti chiedo la stessa grazia per tutti i peccatori, i cuori afflitti, gli agonizzanti e infine tutti gli uomini e le donne. Affinché il prezzo del tuo sangue sia applicato a tutti. Fa che lo sia per le anime del Purgatorio. Questo oso domandarti, o Cuore adorabile, e non cesserò di domandartelo fino al mio ultimo respiro”. (Elevazione spirituale di san Giovanni Eudes)

AVE COR

Ave, Cuore Santissimo.

Ti salutiamo, Cuore di Gesù e di Maria.

Ti adoriamo, Cuore mite, Cuore umile, Cuore puro.

Ti lodiamo, Cuore sacerdotale, Cuore sapiente, Cuore paziente.

Ti glorifichiamo, Cuore obbediente, Cuore vigilante, Cuore fedele.

Ti offriamo il nostro cuore, te lo doniamo, te lo consacriamo.

Ricevilo, possiedilo interamente.

Purificalo, illuminalo, santificalo.

Vivi e regna in noi, adesso e per sempre. Amen!

 

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