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SAN GIUSEPPE, IL GIUSTO

“Ite ad Joseph”

di P. Andrea Gori icms

Così San Giuliano Eymard “sponsorizzava” – per così dire – la devozione a San Giuseppe: essa è “una delle grazie più preziose che Dio possa donare ad un'anima. […] Quando Dio desidera elevare un'anima alle altezze maggiori, la unisce a San Giuseppe donandole un solido amore per questo buon Santo”. Beh, che dire? Sembra proprio che valga la pena approfondire un po’ la nostra relazione personale con San Giuseppe! Cerchiamo allora di tratteggiare un profilo spirituale di questo grande santo…

Segni particolari? Di mestiere fa il falegname, ma – discendente diretto della stirpe davidica – nelle sue vene scorre sangue regale. Uomo del silenzio, in tutti i Vangeli non è riportata una sola parola detta da lui, ma egli – uomo giusto – mostra con i fatti come “si aggiusta” la propria vita secondo il progetto di Dio. La sua è una chiamata eccezionale, unica nella storia della salvezza: essere lo sposo della Beata Vergine Maria e il padre adottivo del Figlio di Dio, per vocazione divina.

Detto ciò, è necessario fare subito un’operazione di rimozione: quella di cancellare dalla nostra testa tutte quella immagini distorte di San Giuseppe, che lo raffigurano come un vecchietto – tenero, sì – ma anche debole. Banalmente, potremmo far notare che gli uomini anziani non vanno a piedi in Egitto! O, per dirla diversamente, un San Giuseppe decadente e avvizzito non era per niente adatto per una missione grandissima e delicatissima, quella di essere il custode del Figlio di Dio e del capolavoro di Dio, Maria SS.ma. A quanto pare, anche il ven. Vescovo Fulton Sheen era decisamente dello stesso parere:

“Giuseppe era probabilmente un giovane, forte, virile, atletico, bello, casto, padrone di sé. Quel tipo di uomo che si vede talvolta a guardia di un gregge, o pilotare un aereo, oppure al lavoro al banco di un carpentiere. Invece che un uomo incapace di amare, deve essere stato ardente di amore. […]  Invece che un frutto avvizzito da servire alla tavola terrena, lui era piuttosto un fiore pieno di promesse e di forza. Non era alla sera della vita, ma al mattino, ribollente di energia, di forza e di passione controllata. Maria e Giuseppe portarono alle loro nozze non soltanto i loro voti di verginità, ma anche due cuori ricolmi dei massimi torrenti di amore che abbiano mai attraversato petti umani. Come diventano più belli ai nostri occhi Maria e Giuseppe, allorché scorgiamo nelle loro vite quello che potrebbe dirsi il primo romanzo divino! Nessun cuore umano si commuove all'amore di un vecchio per una giovane. Ma chi invece non si commuove a quello di un giovane per una giovane, quando il loro legame è Dio? Tanto in Maria quanto in Giuseppe c'era una giovinezza, bellezza e promessa.” (Maria primo amore del mondo.)

Insomma, tale era il nostro San Giuseppe: un giovane forte e nel pieno delle sue capacità virili. E un giovane casto, vergine, sia al momento del matrimonio che per tutta la sua vita. Non per niente, nelle litanie è invocato con i titoli di Castissimo e Custode dei vergini. Egli accetta un matrimonio fuori dagli schemi, un matrimonio verginale, andando decisamente controcorrente rispetto alla mentalità del tempo. Ma egli si butta in questa “follia”, si fida di Dio, ancor prima di comprendere tutto.

Tuttavia, la prova più grande, lo sappiamo, arriva quando Maria si trova incinta. Giuseppe soffre, si interroga, è interiormente dilaniato. Ma – come affermano molti Padri della Chiesa e numerosi santi – Giuseppe non dubita dell’innocenza di Maria. D’altra parte, sarebbe del tutto giusto un uomo che divorzia, seppur segretamente, da una donna innocente? Sarebbe del tutto giusto un uomo che dubita dell’innocenza di Maria SS.ma? Egli, uomo giusto, intuisce – come già prima era avvenuto per Elisabetta – che in quella gravidanza si cela un mistero divino e, per questo, decide di farsi da parte. Egli non vuole possedere ciò che, in quel momento, sembra non gli appartenga. È pronto a rinunciare alla donna che ama pur di non intralciare il progetto dell’Altissimo e di rispettare quel santuario sacro che è diventato il grembo di Maria. È pronto al supremo sacrificio. Davvero egli è uomo giusto: massimo amore a Dio e a Maria, fiducia assoluta nell’Altissimo.

Ma Dio non lo abbandona, l’Angelo gli appare in sogno: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa”. La reazione di Giuseppe è “da grande”, quale è: non una sola parola, ma fatti. “Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.”  Accoglie il Bambino e sua Madre. E li custodirà, con cuore di sposo e di padre, per tutta la sua vita: nel lungo viaggio a Betlemme e nella povertà della grotta alla nascita; nella fuga notturna in Egitto e nell’ordinarietà della vita nascosta a Nazaret…

San Giuseppe è stato un vero padre per Gesù: lo ha nutrito, cresciuto, educato; ha giocato con Lui, gli ha insegnato un mestiere. Lo ha amato con cuore di padre. Gesù ha avuto in lui un modello di paternità, di virilità. Nel modo di parlare di Gesù, nei suoi gesti, nei suoi atteggiamenti, nel suo modo di vedere le cose e la vita, negli esempi pratici e concreti di cui sono così ricche le sue parabole, c’è molto di San Giuseppe. In particolare, la paternità di San Giuseppe è stata fondamentale per preparare Gesù ad affrontare la sua ora, per avere la forza, come uomo, di andare fino in fondo nel dono di sé, fino a dare la vita. In questo senso, possiamo vedere tutta la vita e la missione di San Giuseppe come un preparare Gesù e Maria per quel momento, per quell’ ora della Croce. Se il Cuore di Maria ha retto, sotto la Croce, è stato anche grazie all’amore di San Giuseppe: egli l’ha amata con cuore di sposo, con l’amore più grande che uno sposo abbia mai avuto – e mai avrà – per la sua sposa. In Giuseppe, Dio ha preparato e donato a Maria uno sposo, un custode, un cavaliere. Tale è stato San Giuseppe per Maria.

Cuore di padre e cuore di sposo: questo è il Castissimo Cuore di San Giuseppe! Volete essere dei buoni padri? “Ite ad Joseph”, andate da Giuseppe, in lui trovate il modello di ogni paternità. Lui che ha scolpito il cuore del Figlio di Dio, vi aiuterà a essere dei padri secondo il suo cuore, vi aiuterà a “scolpire” i cuori dei vostri figli. Volete essere dei buoni sposi, volete essere l’uomo che ogni donna sogna? “Ite ad Joseph”, andate da Giuseppe! Andate da lui, il quale ci insegna che l’uomo è chiamato a essere custode, difensore e protettore della bellezza femminile e non consumatore e abusatore del suo mistero. In Giuseppe, in realtà, troviamo il modello per ogni vocazione. In quanto sposo e padre verginale è anche, allo stesso tempo, modello per tutti quelli che sono chiamati alla Vita Consacrata, per tutti quelli scelgono la verginità, o il celibato, per il regno dei cieli. È il modello perfetto di ogni paternità spirituale e – in particolare – dei Sacerdoti, chiamati a essere, come lui, sposi casti di Maria e della Chiesa e padri spirituali di tutte quelle anime che vengono loro affidate.

E allora, di nuovo: “Ite ad Joseph”, andiamo tutti da Giuseppe! In lui troviamo un campione di fiducia nei confronti dei progetti di Dio, in lui troviamo il nostro padre spirituale, un grandissimo santo, un amico, un modello per tutti… e, in modo particolare, per tutti gli uomini.

 

 

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