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SAN PIO DA PIETRELCINA

di Sr. M. Paola Lanzilotti icms

 

"Ho perso già P. Benedetto; ora non vorrei perdere anche lei". Era il 3 giugno 1941 quando P. Pio rivolse queste parole al suo confratello e provinciale P. Agostino da S. Marco in Lamis.

Gli avevano dato la falsa notizia che P. Agostino, che era anche il suo direttore spirituale, sarebbe stato presto mandato in missione, lasciandolo solo, e questo gli aveva turbato il cuore.

Abituati come siamo a vedere il santo del Gargano ricco di doni mistici, stimmatizzato e in lotta con il diavolo, quasi non riusciamo a riconoscerlo in queste vesti di figlio bisognoso di aiuto.

Ma questa è la realtà: P. Pio era prima di tutto un uomo dal cuore sensibilissimo.

 

Francesco Forgione nasce a Pietrelcina (Benevento) il 25 maggio 1887, in una famiglia povera e cristiana. L'intervento della Grazia lo raggiunge ben presto, in un modo totalmente fuori del comune. A 5 anni, il piccolo Francesco avverte un fortissimo desiderio di consacrarsi a Dio e di essere tutto suo, per sempre.

Ma, assieme a questo nobile anelito dell'anima, si affaccia allo stesso tempo l'attacco del nemico. Verso i 15 anni, vicino a scegliere la strada del Signore, ebbe a combattere molte lotte contro Satana e gli spiriti del male, che cercarono invano di dissuaderlo dal santo proposito.

Francesco entra nell'ordine dei Minori e il 22 gennaio 1903 veste l'abito cappuccino nel Noviziato di Morcone, cambiando il suo nome in quello di fra Pio da Pietrelcina.

L'anno seguente è ammesso alla Prima Professione religiosa e 4 anni dopo ai voti solenni: "a solo ed unico fine di attendere al bene dell'anima e a dedicarmi interamente al servizio di Dio". Verso la fine di ottobre 1907, inizia il primo anno di teologia a Serracapriola, sotto la guida di P. Agostino Daniele da San Marco in Lamis. Tra maestro e discepolo si stabilisce presto una relazione di vicendevole comprensione e stima, che sarebbe durata per oltre mezzo secolo.

La malferma salute costringe fra Pio a un lungo periodo di assenza dalla comunità: i Superiori sperano che il mutamento d'aria possa aiutarlo. La strana malattia lo costringe a restare a Pietrelcina quasi 7 anni, tra la preoccupazione dei Superiori che ne vorrebbero il rientro, lo sconcerto dei medici, le visite di P. Agostino e le manifestazioni del Signore. 

In questo periodo fra Pio è ordinato sacerdote il 10 agosto 1910 a Benevento e, sotto l'olmo di Piana Romana (frazione di Pietrelcina), riceve le prime stimmate il 7 settembre 1910. Per sapere come vivesse tutto questo interiormente, è necessario ricorrere all'epistolario del Santo.               

A differenza, infatti, delle biografie che vengono scritte a posteriori, o dal protagonista o da seconde persone, l'epistolario ha il vantaggio di mostrarci la vita “in tempo reale”. Le emozioni, le fatiche, le lotte, le tante incertezze del cammino erano oggetto delle numerose lettere che P. Pio scriveva ai suoi direttori spirituali. P. Benedetto era allora il Superiore provinciale; P. Pio gli apriva il cuore e traeva moltissimo beneficio dai consigli che riceveva. Il Padre, di vasta cultura, profonda dottrina e larga esperienza nelle vie dello spirito, lo aiutava a ragionare con fede, a leggere nel mistero, a cogliere le dinamiche dell'anima e a vincere le tentazioni.  

Questo scambio durò fino al 1922 quando, a causa di alcune voci che non vedevano di buon occhio la direzione di P. Benedetto, una disposizione del Sant’Uffizio obbligò entrambi a interrompere ogni comunicazione.Agostino, invece, era prima di tutto il Padre che lo sosteneva, lo consolava, premuroso e affettuoso; lo guidò inizialmente in stretta collaborazione con P. Benedetto, poi da solo. P. Pio gli era molto affezionato e riconoscente; l'amicizia tra i due durò fino alla morte di P. Agostino, avvenuta il 14 maggio 1963.

Pio credeva fermamente nell'utilità della direzione spirituale, pur non ritenendola indispensabile. Diceva che può bastare il confessore e, quando questi non dovesse essere in grado di comprendere certe situazioni dello spirito, ci si rimette alla bontà di Dio. Però diceva: è come studiare da sé; col maestro si fa prima e meglio.

Dopo alcuni trasferimenti di breve durata, P. Pio raggiunge il convento di San Giovanni Rotondo (FG) dove il clima è favorevole alle sue condizioni. Non lascerà mai più questo posto. L'impegno principale del frate è la fedeltà al Signore, vivere bene la sua Vita religiosa. La Messa e il confessionale sono sempre affollati, molte anime iniziano a cercarlo per essere aiutate.

Il 20 settembre 1918 P. Pio è in amorosa preghiera davanti al Crocifisso nel coro del convento, ne contempla le piaghe, il dolore, l'amore. Quel giorno il Signore gli impresse nella carne i segni della Passione, ferite che rimasero aperte e sanguinanti fino al giorno della sua morte. La notizia del “frate con le stimmate” portò a S. Giovanni Rotondo numerosissimi fedeli, ma anche curiosi, scienziati, fanatici, e attirò l'attenzione della Santa Sede, che avviò un'inchiesta sul caso.

Le calunnie sulla persona di P. Pio furono molte, persino promosse da uomini di Chiesa e confratelli. Un giudizio del Sant’Uffizio lo definiva "psicopatico, autolesionista, imbroglione". E le disposizioni furono di conseguenza severissime. Nell'immenso dolore morale e fisico che provava, il Padre diede prova delle sue virtù restando in silenzio, perdonando i suoi accusatori e restando fedele e obbediente a tutto ciò che la Chiesa disponeva per lui.Pio morì il 23 settembre 1968 lasciando, al di là delle opere che conosciamo (i “gruppi di preghiera”, l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza), la meravigliosa testimonianza di un povero frate che prega (come lui stesso si definiva) e che, unendo le proprie sofferenze a quelle di Gesù, collabora alla grande missione dell'umana salvezza.

"Passerà l'inverno, Padre, e verrà l'interminabile primavera, tanto più ricca di bellezze quanto furono più dure le tempeste. Coraggio dunque ed avanti sempre. Beneditemi sempre ed abbiatevi tutto il mio affetto in Gesù.

Vostro figliuolo, fra Pio, cappuccino". (P. Pio a P. Agostino, lettera 359, epistolario 1)

 

 

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