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SANTA TERESA di Gesù Bambino

Nel cuore della Chiesa, mia madre, sarò l'amore

di Sr. M. Paola Lucco icms

Santa Teresa di Gesù Bambino nacque ad Alençon nel 1873, figlia dei santi coniugi Luigi e Zelia Martin. La sua anima fu plasmata in seno a una famiglia autenticamente devota. La piccola Teresa imparò con naturalezza l’amore per Dio, per la Vergine Maria e la pratica della virtù. È certo che il Signore seminò precocemente nel suo cuore la vocazione alla vita monastica: già da piccina non amava i giochi comuni e si annoiava con le altre bambine. Appena poteva, coinvolgeva la cuginetta per “giocare agli eremiti”.

A soli 9 anni, in occasione dell’entrata al Carmelo di Lisieux della sorella maggiore Paolina, Teresa ebbe la certezza di essere chiamata a seguirla: «Sentii che il Carmelo era il deserto nel quale il Signore voleva che mi nascondessi. Lo sentii con tanta forza che non rimase il minimo dubbio in me: non era un sogno di bambina che si lasci trascinare, bensì la certezza d’una chiamata divina; volevo andare al Carmelo non per Paolina, ma per Gesù solo…». Teresa scelse di essere monaca «per soffrire di più nella monotonia di una vita austera e salvare, così facendo, più anime», ma conservò in cuore il grande desiderio di essere missionaria.

La sorella Celina scrive di lei: «Ciò che l’attirava nel Carmelo era il sacrificio per la Chiesa, per i sacerdoti... voleva che la sua vita fosse consacrata alla santificazione dei ministri del Signore». Anzi, le aspirazioni del suo cuore erano talmente grandi che furono per lei un vero martirio, perché avrebbe voluto abbracciare in un sol colpo tutte le vocazioni… È nelle lettere di San Paolo, in particolare nell’inno alla carità, che comprese come l’Amore sia l’anima di ogni cosa, di ogni azione, di ogni scelta, di ogni carisma. Per questo, quando scoprì che il suo posto nella Chiesa era proprio l’Amore, dentro di lei scese una pace profonda.

L’atto di offerta all’Amore Misericordioso, allora, è l’apice e la sintesi della spiritualità di Teresina. In esso la Santa racchiude tutti i suoi “desideri immensi” e, con intuizione tanto semplice quanto geniale, escogita il modo di realizzarli “ad ogni battito del cuore”, raggiungendo così le anime in ogni parte del mondo. Ecco perché Pio XI, nel 1939, le attribuì il titolo di patrona delle missioni, pur non essendo mai uscita dalle mura del suo piccolo convento di Lisieux. In seguito, Giovanni Paolo II la definì “esperta della scientia amoris” e nel 1997 volle darle il titolo di Dottore della Chiesa, per aver illuminato tutta la comunità dei credenti con la sua profonda dottrina spirituale.

“O Dio! Trinità Beata, desidero Amarti e farti Amare, lavorare per la glorificazione della Santa Chiesa salvando le anime che sono sulla terra e liberando quelle che soffrono in Purgatorio”.

 “... desidero essere Santa, ma sento la mia impotenza e ti chiedo, o Dio, di essere tu stesso la mia Santità”. Santa Teresa riconosce la propria debolezza, la propria incapacità a compiere grandi atti di virtù. Tale consapevolezza, lungi dall’indurla allo scoraggiamento o al ripiegamento su se stessa, le dona slancio per abbandonarsi completamente all’Amore di Dio. Questo è il punto di partenza della sua “piccola via”, di fiducia e di amore, dell’infanzia spirituale. Fiducia come quella del bambino che si abbandona nelle mani di Dio, inseparabile dall'impegno forte, radicale del vero amore, che è dono totale di sé, per sempre, come dice la Santa contemplando Maria: Amare è dare tutto, è dare se stesso”. La via dell’infanzia spirituale si fonda su una confidenza incrollabile nella bontà del Padre divino; le imperfezioni dell’anima, le cadute veramente involontarie, sono come pagliuzze che vengono travolte e consumate dall’amore ardente di Dio per le anime: non occorre affliggersene o indugiarvi troppo. È necessario riconoscerle, fare di tutto per evitarle, ma senza farsi prendere da eccessivi scrupoli, che impedirebbero all’anima di svilupparsi.

Così, Santa Teresa di Gesù Bambino indica a tutti noi che la vita cristiana consiste nel vivere pienamente la grazia del Battesimo nel dono totale di sé all’Amore del Padre, per vivere come Cristo - nel fuoco dello Spirito Santo - il Suo stesso amore per tutti gli altri.

 

 

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