Pillole di SpiritualiTà
Dio ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla. (Sant'Efrem)
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Il coraggio della fede
di Lucia Graziano
Nel cuore del Salento, affacciata sul Mar Adriatico, si erge la città di Otranto, testimone di una delle pagine più drammatiche della storia cristiana.
Era l’undici agosto del 1480 quando 800 uomini furono brutalmente uccisi dai soldati dell’Impero ottomano, per aver rifiutato di rinnegare la loro fede in Cristo. Sono noti come “i martiri di Otranto”: la loro vicenda, sebbene radicata in un contesto storico tanto lontano, è più che mai attuale e parla ancora oggi, con forza, al cuore dei cristiani.
Nel corso dell’estate del 1480 l’esercito ottomano assediò e conquistò Otranto e il 12 agosto entrò con forza nella città, uccidendo l’arcivescovo Stefano Pendinelli e i fedeli radunati nella cattedrale. L’invasione avvenne per un obiettivo: arrivare nell’Italia meridionale per raggiungere Roma, “capitale della cristianità”. Dopo aver oltrepassato le mura cittadine di Otranto, i Turchi imposero ai superstiti la conversione all’Islam. Tra coloro che si opposero, vi furono 800 uomini guidati da un calzolaio, Antonio Pezzulla, primo ad essere decapitato (motivo per cui fu soprannominato Primaldo) che restò miracolosamente in piedi, come a dire: la fede non cade, anche se il corpo cede. Questo atto diede, ai restanti uomini, la forza per non arrendersi e il coraggio di confermare la loro fedeltà al Vangelo.
Tale vicenda non è solo un ricordo di fede eroica, ma un esempio per noi cristiani di oggi, che spesso fatichiamo ad essere testimoni del messaggio cristiano.
I martiri di Otranto, colpevoli della loro adesione al Vangelo, ci insegnano che la fede non è una dimensione marginale della vita, ma ci ricordano che essere cristiani significa saper resistere alle tentazioni del mondo, facendo emergere la nostra identità, molto spesso nascosta, per non disturbare! Tante volte siamo tentati di mettere da parte la nostra fede, per essere accettati, integrati, per sentirci “moderni”, ed è qui che i Martiri ci ricordano che la fede chiede coerenza, anche a costo di gesti incompresi.
Purtroppo, il martirio è ancora attuale, in molte parti del mondo: uomini e donne cristiani, ancora oggi, rischiano la vita per il Vangelo. I martiri di Otranto non sono eroi lontani e irraggiungibili, ma fratelli nella fede e nella testimonianza.
Essi sono stati beatificati da Papa Clemente XIV il 14 dicembre del 1771 e canonizzati da Papa Francesco il 12 maggio del 2013: in tale occasione è stata riportata alla luce questa commovente storia. La loro memoria liturgica cade il 14 agosto, giorno della loro nascita al cielo.
Otranto, con il suo Duomo, custodisce le reliquie degli 800 Martiri, divenendo luogo di pellegrinaggio e di memoria. La loro eredità è un invito ad alzare lo sguardo al cielo, a essere testimoni autentici di Cristo.
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