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SANTIFICARE IL MOMENTO PRESENTE

L’amore si manifesta nell’oggi

di Sr. M. Rita Colombo icms

Risulta spesso difficile concentrarci sul tempo presente: mentre ci accingiamo a fare qualcosa di più o meno importante, ecco che la nostra mente comincia a viaggiare e si divide tra ciò che faremo tra un attimo, ciò che temiamo o speriamo che succeda domani e ciò che abbiamo fatto in passato, di cui ci pentiamo o con cui ci consoliamo.

Ricordiamo quello che diceva S. Francesco di Sales: «Pensiamo solamente a far bene oggi; quando l’indomani sarà arrivato si chiamerà oggi ed allora ci penseremo».

Insomma, ogni momento è lì come occasione nuova, ma sta a noi scegliere se farla diventare una occasione per crescere nella santità e nel bene o farcela sfuggire distratti da noi stessi.

Cominciamo col ricordare che il tempo è un dono di Dio e ciò che accade è una espressione del suo amore. Riconoscere Dio all’opera nella nostra vita ci spinge a ringraziare e ad amare a nostra volta.

Il presente è quello che abbiamo a disposizione, è quello che interpella a fare delle scelte, che a volte sono impegnative e importanti, ma ordinariamente sono “feriali”, tranquille. In tutti i casi Dio ci chiama anzitutto a fare quello che scegliamo nel modo giusto, con la giusta intenzione, con la piena attenzione, con l’amore che Gesù ci ha mostrato in tutto il presente della sua vita terrena. Meditare sulla quotidianità dei trent’anni di Cristo a Nazareth ci apre alla comprensione della santificazione nelle piccole cose, nell’obbedienza al volere di Dio così come si manifesta.

I frutti del momento presente non dipendono da ciò che facciamo, ma da come lo facciamo: se per amor di Dio o per amor proprio. Quanto meglio compiremo i nostri doveri, quelli a cui ci chiama il nostro stato, tanto più renderemo gloria a Dio.

 

Chi è prudente non perde neppure un attimo del tempo presente, ma lavora molto nel presente e rimanda all’eternità le sue ore, i suoi giorni sempre più ricchi di opere sante.

Pensiamo alla nostra giornata di oggi, alle ore vissute da quando è suonata la nostra sveglia: come ho vissuto le mie azioni? Come le ho mandate davanti a Dio? Quanto bene ho comunicato agli altri?

È importante non tralasciare di esaminarsi su questi aspetti con queste semplici domande, perché è nel presente che è possibile la conversione, perché essa non consiste in idee e buoni propositi solamente, ma richiede la concretezza dell’amore di fatti, e si attua solo nel presente. E l’oggi fatto bene serve anche a riparare il passato a volte fatto di errori e incoerenze e, allo stesso tempo prepara un futuro diverso, più disposto alla fedeltà alla nostra vocazione cristiana.

È il lavoro quotidiano su noi stessi che permette la crescita nelle virtù, che trasforma progressivamente la nostra umanità, perché diventi più simile a quella di Gesù.

Fondamentale, per ricordarsi di vivere bene ogni momento, è l’unione con Dio, mediante l’esercizio della presenza di Dio: rivolgere il pensiero a Lui, agire con Lui, soffrire con Lui, pregare con Lui e con l’aiuto della sua santissima Madre ci aiuta a non vivere superficialmente, ma a dare un senso di pienezza a ogni cosa, offrendo sempre tutto in unione al Figlio.

In ogni cosa che fai, ricordati che la fai a Cristo, e devi sempre accompagnarla con un sorriso: solo così la tua carità è virtuosa, se no è forzata e senza valore.

Il bene va fatto bene, e va fatto volentieri!

Sapere che l’Amore infinito di Dio si trova non soltanto all’origine della nostra esistenza, ma in ogni suo istante, perché Egli è più intimo a noi di noi stessi, ci colma di sicurezza (S. Escrivà)

Se sapremo vivere così, intensamente, smetteremo di lamentarci del tempo che abbiamo, del tempo che ci manca sempre, quando dobbiamo fare qualcosa di importante; oppure del tempo che non ci passa mai, quando qualcosa ci pesa. Santificare il presente, infatti, significa anche dare valore a ogni momento, così come si propone.

Il Signore anche oggi ci guarda, e vede non solo quello che siamo, ma anche quello che possiamo arrivare ad essere. Il suo è uno sguardo di speranza, che è un autentico dono. La risposta più naturale a un dono è il desiderio di ricambiare, fare passi avanti e arrivare a essere quello che ancora non siamo, ma che siamo chiamati a essere.

E cerchiamo di farlo non solo per noi stessi, ma a beneficio degli altri.

È arrivata l’estate, “tempo” in cui abbiamo “più tempo” a disposizione: è l’occasione buona per imparare ad usarlo bene e con responsabilità, non lasciandoci distrarre dal timore di perdere una finta libertà.

Troviamo invece serenità vivendo intensamente le nostre giornate: impiegando, cioè, santamente il tempo che Dio ci dona.

 

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