Pillole di SpiritualiTà
Dio ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla. (Sant'Efrem)
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"Amor con amor si paga"
di P. Carlo Gili icms
Finirò per essere monotono, ma quando penso alla Passione di Gesù mi ritorna sempre la stessa, lapidaria domanda: “Signore, ma chi ti ha spinto a tanto?” oppure, ancor meglio: “A chi pensavi mentre soffrivi così tanto?”. Una domanda a cui ho dato vera risposta solo la prima volta che mi sono messo seriamente a meditare sul mistero che chiude il Giovedì Santo: l’agonia nell’orto del Getsemani. Mi è venuto in mano un testo di Pascal, che mette in bocca a Gesù queste parole: “Io pensavo a te nella mia agonia: quelle tali gocce di sangue le ho versate per te”.
Non si può restare indifferenti di fronte a questa verità: il Verbo incarnato ha paura, suda sangue, si prostra in preghiera – e pensa a me. Lo offre per la mia salvezza. Quanto vale quest’anima che mi è stata donata? Tutto è per me, dall’agonia alla morte in croce. Anzi, già prima il Signore ha voluto anticipare in modo meraviglioso il Triduo pasquale, nella Santa Eucaristia. E cosa lo ha animato, se non l’ardente desiderio di non essere presente solo a chi gli stava davanti in quel momento storico, ma anche a tutti gli altri suoi figli e – sì, lo ripeto – a colui che scrive queste righe? Gesù si umilia a tal punto da non accontentarsi di essere uomo, ma da trasformare qualcosa di inanimato nel suo Corpo, pronto a rimanere chiuso per secoli e secoli in una casetta di metallo, a volte solo, abbandonato, spesso anche oltraggiato, pur di farmi capire il suo amore. Sì, perché l’amore non bada a spese, non pensa mai di aver fatto abbastanza…
Nel Getsemani, durante la lotta, Cristo vede distintamente tutti i peccati passati, presenti e futuri. È Dio e può farlo. Vede anche i miei. Ecco quanto vale un peccato, costato l’agonia di Dio. Vede tutte quelle anime che, nonostante il suo sacrificio, si sarebbero perdute per sempre, perché a Lui disobbedienti. Per questo teme, è angosciato e suda sangue.
Qui è utile leggere una poesia di Santa Teresina; si chiama “Gesù, ricordati”. Recita così: “Ricordati che la sera dell’agonia mischiasti il sangue alle lacrime: perle d’amore il cui valore infinito ha generato fiori verginali. Un angelo, mostrandoti questa scelta tua messe, fece rinascer la gioia nell’anima tua benedetta: ma che tu mi vedesti fra gli altri tuoi gigli, Gesù mio, ricordatelo!”.
Secondo la Santa, il Signore ha visto, dunque, anche tutto il bene che sarebbe derivato da quel supremo sacrificio e ne è stato consolato. Mi piace pensare che, forse, ha visto non solo i miei peccati, ma anche un po’ d’amore che cerco di dargli.
Anima mia, sii saggia e ricordati: amor con amor si paga.
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