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Solennità dell’ANNUNCIAZIONE del SIGNORE

il "SÌ" pronto della Vergine Maria

di Sr Angela Amato icms

Oggi, in questa solennità così importante per noi e per la Chiesa intera, volgiamo il nostro sguardo alla piccola casa di Nazareth e penetriamo in questo grande mistero d’amore, di cui è stata avvolta.

Nella preghiera quotidiana dell’“Angelus”, pronunciamo queste parole: “L’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria…”, e poi proseguiamo con la recita dell’Ave Maria.

Ave Maria!

Forse poche volte ci siamo soffermati sul significato di questa espressione e magari non ci siamo neppure accorti che questa parola l’ha pronunciata per la prima volta l’arcangelo Gabriele nel salutare la Madonna, a Nazareth. Fu proprio in quel momento che l’arcangelo la chiamò per nome e le chiese di diventare la Madre del Figlio di Dio.

La Chiesa, dunque, per ricordare questo grande evento di gioia, invita tutti a recitare con devozione la preghiera dell’“Angelus”, scandita nei vari momenti della giornata.

Addentriamoci, allora, pian piano nel mistero dell’Annunciazione.

L’Arcangelo Gabriele, mandato da Dio a Nazareth, si rivolse alla Madonna, e così la salutò: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te” (Lc1,29).

Che cosa significano queste parole, e in particolare “piena di grazia”?

Nel linguaggio della Bibbia “grazia” significa un dono speciale; dunque, Maria è stata scelta da Dio in forza di un amore tutto singolare da parte sua.

La Madonna era libera di acconsentire o meno al progetto di Dio su di Lei, ma Lei aderì prontamente, ed è grazie al Suo sì che è arrivata a noi la salvezza.

San Bernardo scrisse a proposito: “La terra e il paradiso attendono il tuo sì, o Vergine Purissima”.

Maria era già tutta di Dio e per Lui tutta voleva vivere. Bella nell’animo e pura nel corpo, ricca di virtù, Dio la guarda con predilezione e la sceglie per realizzare il Suo grande disegno di Redenzione dell’umanità.

S. Agostino scrisse: “Egli scelse la Madre che aveva creato, creò la Madre che aveva scelto”.

Il sì di Maria al progetto di Dio, la sua pienezza di grazia, ci ricordano le immense possibilità di bene, di bellezza, di gioia che sono alla portata dell’uomo quando si lascia guidare dalla Volontà di Dio, rifiutando il peccato.

“Eccomi, sono la serva del Signore”: ciascuno di noi deve essere pronto a rispondere così come Lei, nella fede e nell’obbedienza, nelle piccole occasioni di ogni giorno.

 

Il SÌ di Maria ai piedi della Croce

Se pensiamo alla vita della Madonna, al tempo trascorso a Nazareth, a Betlemme fino ad arrivare al Calvario per poi giungere al Cenacolo, vediamo quasi come un ricamo meraviglioso che Dio ha saputo realizzare in Lei, arrivando, attraverso di Lei, a tutte quelle anime desiderose di seguire il Signore, primi fra tutti gli Apostoli.

La Madonna è stata per loro la stella mattutina che precede l’aurora, il baluardo sicuro nelle avversità, e lo è per chiunque a Lei si affida: per questo attingiamo anche noi luce e forza per il nostro cammino.

Nell’Annunciazione Maria genera il Figlio di Dio; ai piedi della Croce, in Giovanni, accoglie nel Suo cuore l’umanità intera. Madre di Dio fin dal primo istante dell’Incarnazione e Madre di ogni uomo, negli ultimi momenti della vita di Gesù.

Lei, che era senza peccato, al Calvario ha sperimentato la sofferenza causata dal peccato e assieme al Figlio è Corredentrice degli uomini. Scrisse S. Ambrogio: La Madre mirava con occhi di pietà le piaghe del Figlio, dal quale sapeva che doveva venire la Redenzione del mondo”.

Che sì grandioso, ai piedi del Figlio in Croce!

Forse è proprio lì che la Vergine Maria ha capito lo straordinario mistero che la riguardava e che noi possiamo soltanto contemplare pregando.

 

I Sì di coloro che si donano a Dio

 Maria ci insegna che ognuno di noi è un figlio prediletto del Padre ed è amato da Lui di un amore unico, gratuito e incondizionato.

E il miglior modo per corrispondere a questo amore è imitare l’esempio di Maria Santissima, che si fece discepola fedele del Maestro, nell’ascolto silenzioso e adorante, come di chi non vuol perdere nulla di ciò che le viene insegnato.

Così hanno fatto i Santi e sono stati felici, e così possiamo fare anche noi.

 In questo giorno solenne, dobbiamo esprimere la nostra riconoscenza a Dio per tutti i doni di grazia che ci ha elargito e che continuamente ci elargisce. In modo particolare per noi, “Serve del Cuore Immacolato di Maria”, oggi ricorre il 25°anniversario di Fondazione del nostro Istituto: è un motivo in più per dare gloria a Dio e alla Mamma Celeste per il dono di questa Famiglia religiosa e del carisma, condiviso e vissuto da tutta la Famiglia del Cuore Immacolato di Maria.

Sono tanti i momenti vissuti che ritornano alla mente, il momento della nostra chiamata, come gli inizi della nostra Fondazione e le persone che ci hanno aiutato e sostenuto.

In modo particolare, vogliamo pregare per tutti quelli che con coraggio e dedizione hanno collaborato alla crescita e allo sviluppo del nostro Istituto, rendendosi così validi strumenti nelle mani di Dio.

Che il Signore possa compiere cose meravigliose attraverso ciascuna di noi e possa trovarci disponibili, come lo è stata Maria Santissima!  

 

 

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