MENU

NEWS

TRE RAGIONI PER DIRE: BENEDETTO LAVORO!

di p. Andrea Mistrorigo icms

Il Crocifisso, un ramoscello di ulivo benedetto, un’immagine sacra (un tempo, nelle stalle, era consueto trovare l’effige di sant’Antonio abate) ... tutti questi segni indicano il desiderio del popolo cristiano di mettere il luogo del proprio lavoro sotto la protezione di Dio. Non solo: contadini, artigiani e imprenditori cristiani chiedono al sacerdote di benedire, di quando in quando, il luogo del lavoro. Perché? Il motivo è duplice: per ottenere protezione da ogni evento avverso e dalle vessazioni del Maligno, ma ancor più, per fare del lavoro un prolungamento della benedizione di Dio nel tempo.

Ascoltiamo cosa ci dice il Catechismo: Dall’inizio alla fine dei tempi, tutta l’opera di Dio è benedizione […]. In principio Dio benedice gli esseri viventi, specialmente l’uomo e la donna (CCC 1079-1080). La Scrittura ci presenta la benedizione di Dio al tempo stesso come dono e come imperativo: Dio li benedisse e Dio disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela” (Gen 1, 28). Il lavoro – nel progetto di Dio – è una chiamata a partecipare alla Provvidenza divina (CCC 372), è mezzo di sussistenza e perfezionamento umano.

Violata l’Alleanza con Dio, con la dolorosa disobbedienza del peccato, l’uomo e la donna fanno la drammatica esperienza di ciò che non era connaturale al lavoro nel progetto di Dio, ossia la fatica e il sacrificio: Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato: "Non devi mangiarne", maledetto il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita (Gen 3, 17-18). Dal peccato originale in poi, il lavoro assume il carattere di pena e di fatica, senza perdere tuttavia la sua finalità provvidenziale e benefica. È quindi cosa buona e benedetta che l’uomo lavori, in forza di tre motivi.

Primo. Il lavoro allontana l’ozio – terreno fertile ove attecchiscono il peccato e il vizio – e sviluppa i talenti personali di ogni uomo, anche quelli più umili e nascosti, ma utili alla famiglia umana. La Chiesa auspica il discernimento e lo sviluppo dei talenti nei giovani, promuovendo non solo le scuole che costituiscono il fondamento dell'educazione (primarie e secondarie), ma anche quelle che sono particolarmente richieste dalle condizioni attuali. Tali sono quelle che vanno sotto il nome di scuole professionali e tecniche (Concilio Vaticano II – Gravissimum Educationis n.9).

Secondo. Il lavoro procura il necessario sostentamento e permette una vita dignitosa alla persona, alla sua famiglia e favorisce altresì lo sviluppo onesto della società. Un esempio concreto. Pensiamo alla bonifica dell’Agro Pontino attuata negli anni Trenta dello scorso secolo: il lavoro di tanti braccianti e l’ingegno umano, trasformò questa zona da una vasta area paludosa e malarica in una zona agricola abitata e dotata di nuovi centri urbani. Da “terra maledetta” (anche il papà di santa Maria Goretti perse la vita nelle paludi, causa la malaria), divenne terra benedetta e fertile!

Terzo. Il lavoro umano e, in particolare, il lavoro manuale trovano nel Vangelo un accento speciale. Insieme all'umanità del Figlio di Dio esso è stato accolto nel mistero dell'Incarnazione, come anche è stato in particolare modo redento. Grazie al banco di lavoro presso il quale esercitava il suo mestiere insieme con Gesù, Giuseppe avvicinò il lavoro umano al mistero della Redenzione (Redemptoris Custos 22).

Ogni cristiano – sull’esempio di San Giuseppe – avvicina e introduce il suo lavoro nel mistero della Redenzione, in due modi: allontanando dal cuore e dal luogo di lavoro ogni cosa che sia contro-testimonianza (pensiamo al linguaggio volgare e alle immagini indecorose che – a volte – fanno da cornice a officine, laboratori e banchi di lavoro) e partecipando ogni domenica alla santa Messa, sorgente di ogni grazia e benedizione: esorto tutti a ricercare le migliori condizioni affinché sia possibile prendere parte alla santa Messa anche a quanti di domenica non hanno possibilità di astenersi dal lavoro (Leone XIV – Udienza Generale di Mercoledì, 12 agosto 2026).

Senza queste due condizioni, non si è validi collaboratori della Provvidenza divina e il ramoscello di ulivo o l’immagine di San Pio da Pietrelcina, sulla parete, non sono espressione di fede viva, ma rischiano di confondersi con la superstizione.

 

in Evidenza

La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"
Meditando i misteri gaudiosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – 6 SETTEMBRE 2026 - ANNO A
Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello

QUANDO LA CARITÀ CANTA NEL CUORE
"Dio è Amore. Chi rimane nell' amore dimora in Dio e Dio dimora in lui"

CALENDARIO EVENTI

Prossimi eventi

DONA ORA

Con una piccola donazione puoi riaccendere la speranza di uomini, donne e bambini in Brasile e, anche in Italia...

Dona alla fondazione

La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria

ABBONATI ALLA RIVISTA |

NEWSLETTER

La newsletter è uno strumento per rimanere sempre in contatto con noi e per essere sempre aggiornati sulle principali attività della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria. Iscrivendoti riceverai gratuitamente notizie brevi, links ad articoli.

Pillole di SpiritualiTà

Il vero spirito di fede porta una persona a staccare lo sguardo da se stessa, per volgerlo verso Dio. (Beato John Henry Newman)