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UNA "PICCOLA VIA" PER UNA GRANDE BATTAGLIA

"Dio non concede vittoria, se non a chi combatte"

di padre Gianvito Prinzivalli icms

All’inizio di un Nuovo Anno, che la bontà di Dio ci dona, sono certamente tante le aspettative e i desideri che “affollano” il nostro cuore, per voler diventare quello che ancora magari non siamo. Il punto di partenza è questo: bisogna cominciare dai piccoli passi, senza la pretesa di ottenere tutto e subito, e cercare di essere il più possibile fedeli nel poco, per essere poi fedeli nel molto, secondo l’insegnamento di Gesù nel Vangelo.

Affidarsi alla Grazia di Dio

Ora, secondo l’esperienza di ognuno di noi, sappiamo che sono svariate le azioni con le quali, ogni giorno, siamo chiamati a realizzare il disegno di Dio per la nostra vita. Azioni che spesso vanno vissute con vero spirito di sacrificio e di rinnegamento di noi stessi. Ma il valore delle “piccole azioni” quotidiane – che sono alla portata di tutti e che potrebbero sembrare insignificanti, fatte e mosse solo esclusivamente con e per amore a Dio – hanno spesso più valore delle grandi opere stesse; infatti, davanti a Dio non conta il valore apparente di un’azione, ma soltanto l’amore che ci si mette, perché solo la carità è la via eccellente che conduce certamente a Lui. A tal proposito, S. Teresa di Gesù Bambino ci insegna di doverci affidare alla grazia di Dio, in qualsiasi cosa, affinché ogni nostra azione sia segnata dalla confidenza che dobbiamo esercitare per rimanere fedeli a quello che Dio stesso ci chiede, secondo la sua volontà.

“Chi è fedele nel poco…”

Affinché possiamo dare valore alle “piccole azioni” davanti a Dio, ci è necessario stare alla Sua presenza. Bisogna, dunque, rendersi conto che Egli è sempre davanti a noi, che ci guarda, che veglia su di noi. Da parte nostra, dobbiamo mettere la volontà di trasformare tutto in occasione di preghiera, elevando a Lui il nostro cuore e il nostro costante pensiero. Seguendo questo sentiero giungeremo ad amare veramente Dio.

Se ci riflettiamo un attimo, non è impossibile trascorrere molto tempo pensando intensamente a qualcuno che si ama. Per farlo anche con il Signore è, però, necessario formarci una “cella” interiore, nella quale cercare il più possibile la comunione con Dio. Una comunione che va trovata nell’ordinarietà, affinché questa sia trasformata in straordinarietà, mediante l’offerta di quello che siamo ed anche di quello che siamo chiamati a fare, perché ciò che conta in tutte le nostre azioni è sempre la buona volontà di piacere a Dio solo. Questa deve essere sostenuta dall’amore: Dio, infatti, guarda più all’intenzione con cui facciamo un’azione che alla grandezza o al risultato della stessa.

Certamente questa fedeltà e perseveranza nelle “piccole azioni” spesso costa molto, e ciò rende ancor più preziose quelle azioni che, come dicevamo in precedenza, possono apparire forse insignificanti, magari perché “catalogate” come ordinarie, ma che risultano di fatto importantissime, tanto da diventare “scala” per il Paradiso, ovvero fonte di santificazione. Siamo consapevoli che ciò non è facile, ma per santificarsi questa è la via, non ci sono “percorsi alternativi”.

 Vince solo chi combatte

Bisogna, dunque, combattere la buona battaglia della fede, come affermava S. Giovanna d’Arco: “Dio non concede vittoria, se non a chi combatte”. Questo combattimento quotidiano che siamo chiamati a condurre – per avere quella forza interiore che ci fa dare valore alle piccole azioni – si realizza in una vita di preghiera. È necessario che l’orazione sia vissuta e che sgorghi dal cuore con spirito di fede e di carità. In questo modo la preghiera diventa quella forza che dà vitalità, valore e senso alle “piccole azioni”, affinché queste siano vissute alla presenza di Dio: questa è alla base della vita di preghiera, della nostra vita interiore. Se non viviamo costantemente alla presenza di Dio, non daremo mai valore alle “piccole azioni”, perché saremo immersi in una continua agitazione interiore, senza riuscire a fare le cose quotidiane con amore, ma spesso quasi per obbligo.

Trasformare tutto in preghiera

Ricordiamoci come i Santi hanno sempre tenuto in gran conto le piccole cose, vissute alla presenza di Dio e questo li ha condotti ad intrattenersi con Lui con confidenza e semplicità. Così ogni azione, anche la più umile e ordinaria, ma sostenuta da atti di amore, è sempre risultata gradita a Dio. Tutto questo perché, quando parliamo di unione con Dio, non ci riferiamo solo agli esercizi di preghiera in senso stretto, bensì anche al lavoro, allo studio, ai rapporti familiari e sociali… Insomma, tutto quello che viviamo, possiamo e dobbiamo trasformarlo in preghiera. 

A tal proposito, S. Francesco di Sales raccomanda caldamente di vivere costantemente alla presenza di Dio, perché ogni istante della nostra giornata è bagnato dal Sangue di Gesù Cristo; quindi, in ogni attimo siamo abbracciati dall’ amore di Dio, affinché anche noi possiamo abbracciare Lui con il nostro cuore, per poter arrivare così ad essere sempre di più una cosa sola con Lui.

Non esitiamo, dunque, a donarci a Dio nell’ordinario, purché questo sia vissuto in modo straordinario e cioè con amore incondizionato e radicale.

Seguendo la “Piccola via”

Per realizzare tutto questo dobbiamo frequentare la scuola dei Santi, i quali, da quanto si apprende leggendo le loro vite, hanno con tenacia e zelo corrisposto alla grazia di Dio, dando valore infinito a tutto quello che hanno vissuto. Una Santa, in particolare, ha vissuto in modo originale e innovativo l’amore alle “piccole cose” e questa è S. Teresa di Gesù Bambino. La santa carmelitana, già citata in precedenza, con la sua “Piccola via”, ci ha indicato che la via della santità non ha nulla di irraggiungibile, ma che la nostra vita deve essere intessuta di tanti atti di amore,che ci rendono graditi davanti a Dio.

Possiamo crederle, perché Gesù si compiace e nello stesso tempo è consolato da quelle “anime piccole” che, ripiene di fede e di amore vero, inondano la terra di quel profumo di cui il mondo e le anime hanno bisogno: il profumo della santità.

 

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