Pillole di SpiritualiTà
Nessun dubbio che la volontà di Maria è la stessa volontà di Dio. Consacrandoci a lei, diventiamo nelle sue mani strumenti della divina misericordia, come lei lo è stato nelle mani di Dio. (San Massimiliano Maria Kolbe)
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La Beata Vergine del Carmelo e Fatima
di Sr. M. Patrizia Innocente icms
“Elia salì sulla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la sua faccia tra le ginocchia. Quindi disse al suo servo: “Sali, presto, guarda in direzione del mare” […] “Ecco una nuvola, piccola come una mano d’uomo, sale dal mare” […]. D’un tratto il cielo si oscurò di nubi e per il vento, e vi fu una gran pioggia” (1 Re 18, 42-45).
Quella piccola nuvola ci parla della Madonna, pioggia che bagna la terra riarsa dell’umanità sconvolta dal peccato, pioggia che feconda la terra e permette che il seme, gettato dal divino Agricoltore, cresca e porti frutti abbondanti di grazia e di giustizia.
Anche il tredici ottobre 1917, “la pioggia cadeva torrenziale”, racconta Suor Lucia nelle sue Memorie, la bianca Signora, appariva per l’ultima volta sul piccolo leccio della Cova d’Iria. I suoi piedi poggiavano proprio su una nuvola, e chiese: “Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso”. “E aprendo le mani, le fece riflettere nel sole; e mentre si elevava, il riflesso della sua luce continuava a proiettarsi nel sole”. Seguirono varie visioni nel Cielo, che terminarono con quella della Madonna “simile alla Madonna del Carmine”.
Forse non a caso la parola “Carmelo”, di origine ebraica, significa: “orto di Dio, giardino divino”.
Dio vuole coltivare il giardino della nostra anima con due mani: la preghiera e la penitenza, che sono state tra le principali richieste della Regina del Rosario a Fatima. Fatima e il Carmelo, il monte del profeta Elia, si richiamano a vicenda.
Elia, prima di supplicare il Signore perché finisse la siccità, era già stato sul Carmelo: aveva sfidato i profeti di Baal. Lui solo, loro quattrocentocinquanta. Quando fu il suo turno fece avvicinare il popolo, che “riparò l’altare del Signore che era stato demolito” (1 Re 18, 30). Il fuoco di Dio scese sul giovenco immolato per l’offerta del sacrificio e il popolo cadde con la faccia a terra, riconoscendo che solo il Signore era Dio e non Baal.
Questo monte ci richiama alla conversione e alla devozione alla Madonna, ed è proprio lì che, fin dal I secolo d. C., si stabilirono i primi eremiti, considerati i fondatori dell’Ordine dei Carmelitani, per vivere una vita di preghiera e penitenza, ad onore della B. Vergine Maria, venerata in seguito come Regina del Monte Carmelo, invocata soprattutto per essere liberati dalle insidie infernali.
In particolare avvenne che la Madonna apparve a S. Simone Stock, sul Monte Carmelo, con in mano lo scapolare dell’Ordine dei Carmelitani, dicendogli: “Ecco il privilegio che dono a te e a tutti i figli del Carmelo: chiunque sarà vestito di quest’abito sarà salvo”. Chi si converte dunque ha una protettrice potente, e un abito che norma un particolare stile di vita, la stessa vita che ha voluto abbracciare Suor Lucia di Fatima, attratta da quell’ultima visione del 13 ottobre 1917 e anche dalla sua devozione per la piccola S. Teresa di Gesù Bambino.
Questa la preghiera che Suor Lucia portava in petto, scritta su un foglietto di carta, il giorno dei suoi voti solenni nel Carmelo di Coimbra, il 31 maggio 1949: “O Signore, accetta, per l’amore che porti alla mia povera anima, il sacrificio che Ti offro nella mia solenne Professione in odore di soavità di vittima immolata per il Tuo Amore, per Tua Madre benedetta, in un canto perenne di eterna lode e rendimento di grazie. Per me solo questo Ti chiedo: vivere e morire in un atto di puro amore sino ad inabissarmi in Te per l’eternità”.
Parole profonde, parole che ci parlano di un vivo desiderio di rispondere all’appello della bianca Signora della Cova d’Iria: “Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso”.
E Suor Lucia voleva riparare a tanti peccati, essere un riflesso della luce di Dio, vivere nella verità, seguendo la sua Regola, sui passi della grande riformatrice del Carmelo, S. Teresa d’Avila, alla quale Gesù un giorno disse: “Sai, figlia, chi sono coloro che mi amano davvero? Coloro che riconoscono che tutto ciò che non si riferisce a Me è menzogna”.
Lasciamo anche noi la menzogna del peccato e torniamo a Dio con tutto il cuore, con l’aiuto della nostra Mamma del Cielo!
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