Pillole di SpiritualiTà
Dio ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla. (Sant'Efrem)
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"Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto"
Vangelo
Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,1-8)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
Parola del Signore.
Spunti di riflessione
Le letture, proposte per questa domenica, si intrecciano con il filo conduttore dell’essere in comunione con Cristo e tra noi, come comunità credente.
In breve, la prima lettura narra dell’arrivo di Saulo a Gerusalemme, dopo la sua “caduta da cavallo” sulla via di Damasco, e del suo tentativo di unirsi ai discepoli che, non credendo alla sua conversione, hanno bisogno di un “mediatore”, rappresentato da Barnaba. Quest’ultimo, mostrando fiducia e amore, racconta la visione di Saulo e il coraggio che ha mostrato predicando a Damasco. Barnaba agisce come un ponte tra Saulo e i discepoli, sottolineando l’importanza dell’accoglienza all’interno delle comunità cristiane.
Nella seconda lettura l’apostolo Giovanni esorta i fedeli all’amore, non solo con parole e discorsi, ma con azioni e verità. Egli evidenzia che, osservando i comandamenti e credendo in Gesù, Dio dimora in noi e noi in Lui attraverso lo Spirito che Egli ci ha donato. L’appello di Giovanni ad amare con opere concrete, piuttosto che con parole vuote, deve essere sempre vivo e ben consolidato nella vita di ogni credente.
Passando all’analisi del brano del Vangelo di Giovanni, possiamo dire che Gesù si descrive come la vera vite e i suoi seguaci come i tralci: solo permanendo in Lui, essi possono portare frutto; infatti, separati da Lui, non possono fare nulla di buono.
La metafora della vite e dei tralci bene illustra l’intima connessione che i discepoli devono avere e mantenere nel tempo con Cristo, per vivere pienamente la loro fede. Senza Gesù, fonte dell’amore vero, tutte le azioni perdono il loro valore spirituale e il Vignaiolo – ovvero il nostro Padre Celeste – se non camminiamo seguendo l’esempio di suo Figlio, non potrà purificarci attraverso la potatura, al fine di far diventare i tralci, (ovvero tutti noi, suoi figli) rigogliosi di frutti e pronti a crescere in santità.
Non dimentichiamo mai che la nostra vita terrena deve essere vissuta in funzione di quella eterna, le nostre azioni e i nostri cuori ci devono portare al Regno di Dio.
Il messaggio del Vangelo è forte e chiaro, il nostro compito è quello di portare la Parola del Signore in tutto il mondo e lo possiamo fare solo mettendo Lui al primo posto nelle nostre giornate e nella nostra vita, cercando di far diventare sempre più piccolo “il nostro io”. Per essere dei veri discepoli dobbiamo scoprire l’importanza della preghiera e dei Sacramenti, recitando quotidianamente il Santo Rosario e ricorrendo spesso alla Confessione e alla Comunione: solo ricevendo il Sangue e il Corpo di Gesù Cristo, Nostro Salvatore, possiamo avere la forza di combattere il maligno e di amare i nostri fratelli con cuore sincero.
Gli uomini si devono aiutare e si devono muovere tutti in una stessa direzione, che
è quella che da sempre Dio ci indica, per poter vivere in pace ed armonia. Come i rami devono essere attaccati alla vite per crescere, anche le persone hanno bisogno di appartenere a una comunità dove possano ricevere sostegno e nutrimento spirituale, al fine di superare gli ostacoli e le difficoltà con fede e con amore, tenendo lontane le incomprensioni.
Il mondo di oggi, purtroppo, ci sta offrendo scenari di guerra ben lontani dal messaggio del Vangelo: i tralci si sono completamente staccati dalla vite e non portano, frutto ma solo distruzione, smarrimento e tanta tristezza, fino ad arrivare alla morte prima dello spirito e poi del corpo.
Impegniamoci, allora, ad amarci gli uni gli altri e glorifichiamo il Padre, attraverso la nostra capacità e volontà di portare frutto e di testimoniare il Vangelo al mondo, con il nostro stile di vita.
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