Pillole di SpiritualiTà
Il soldato aprì il costato: dischiuse il tempio sacro, dove ho scoperto un tesoro e dove ho la gioia di trovare splendide ricchezze. (San Giovanni Crisostomo)
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Il giorno più buio di sempre
di Caterina Pusterla
Oggi è il giorno più buio di sempre… è il giorno in cui sembra che Dio venga sconfitto dal male, dal dolore, dal peccato.
Giuda, uno dei dodici, consegna Gesù a coloro che lo vogliono torturare e uccidere per sole 30 monete d’argento: conoscendo le intenzioni dei capi del popolo, avrebbe potuto alzare il prezzo; invece, lasciò loro la decisione e Gesù fu valutato alla pari di uno schiavo.
La figura di Giuda è spesso lasciata in secondo piano ma, soprattutto per la società odierna, è di grande monito per tutti noi.
Satana entrò in Giuda attraverso l’attaccamento al denaro: egli, infatti, era un idolatra, aveva continuamente davanti a sé il Signore del mondo, ma il suo dio era il denaro!
Nel Vangelo troviamo scritto riferito a Giuda: «Disse questo, non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi metteva dentro». Troviamo anche: «Pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: - Compra quello che ci occorre per la festa -, oppure che dovesse dare qualcosa ai poveri». Probabilmente i poveri erano il suo alibi perfetto, mascherando con la filantropia il suo vizio.
Purtroppo, questo atteggiamento di Giuda pare non molto lontano da quello che spesso ci capita di vedere e di vivere nel mondo attuale: dai casi più manifesti ai più piccoli gesti, che fanno parte delle nostre vite, quante volte mascheriamo i nostri vizi o le nostre mancanze con ciò che sembrano belle parole o atti di carità?
Giuda, come tutti noi, poteva far tesoro delle parole misericordiose di Gesù e convertirsi, in modo tale da salvarsi… invece, morì suicida, disperato.
Gesù, una volta consegnato nelle mani dei suoi avversari, viene umiliato, abbandonato, torturato e ucciso. Sofferenze così grandi da non riuscire a capire come sia morto all’ora nona (le tre del pomeriggio) e non prima.
Le preghiere di Santa Brigida ci aiutano a comprendere meglio alcuni aspetti di quella sofferenza, così grande da valere la salvezza degli uomini e delle donne di ogni tempo.
Tra gli innumerevoli particolari e le innumerevoli sofferenze, da Lui patite, spesso non ci fermiamo a pensare all’importanza dell’incontro con il Cireneo: Gesù, stremato dalle estreme sofferenze fisiche e spirituali, durante la salita al monte Calvario viene aiutato da quell’uomo a portare la croce.
Quante volte, nella nostra vita, rischiamo di essere schiacciati (e talora lo siamo realmente) dalle nostre croci, pur di non chiedere aiuto nel portarle? Gesù, che è vero Dio e vero Uomo, è stato aiutato da un uomo qualsiasi, scelto tra la folla, a portare la Sua croce. Perché noi, semplici uomini, con le nostre miserie, spesso non abbiamo l’umiltà di chiedere aiuto agli altri nel portare le nostre povere croci?
La Croce di Gesù pesava quanto l’eternità di ogni singola creatura umana, di ogni tempo… ma Gesù ha comunque avuto l’umiltà di non portarla interamente da solo! Fisicamente Gesù è stato aiutato dal Cireneo a portare una croce di legno, ma Dio solo sa in che modo Gesù sia stato aiutato a portare la Croce da Colei che più di tutti gli altri ha sofferto insieme a Lui: la Sua Santissima Madre Maria.
Il termine martire deriva dal greco mártys e significa testimone: chi più della Vergine Maria è stato martire? Solo Dio può sapere come il Cuore Immacolato di Maria fosse unito al Sacro Cuore di Gesù durante la Sua straziante Passione.
Qualche anno fa, a un ritiro per ragazze organizzato dalla FCIM a Roma, il Sacerdote che predicava disse di aver ricevuto da un confratello un bigliettino, in cui c’era scritto: «Solo ciò per cui vale la pena soffrire, vale la pena vivere».
Gesù – attraverso la Sua vita, la Sua Passione, la Sua Morte e la Sua Resurrezione – ci ha mostrato ciò per cui vale la pena vivere, con le gioie e le sofferenze che fanno parte della nostra vita. Non lasciamoci scoraggiare dalle nostre mancanze e dalla bruttura dei nostri peccati. Gesù ha scelto dodici apostoli per dare vita alla Chiesa: uno l’ha tradito, dieci l’hanno abbandonato e uno solo è rimasto sotto la Croce. Nonostante questo, Gesù è stato (ed è sempre) misericordioso con tutti coloro che chiedono perdono… a tal punto che la Chiesa stessa si fonda su un traditore e un assassino: San Pietro e San Paolo.
Ogni giorno, ma in particolare oggi, cerchiamo di meditare sulla Croce di Gesù e cerchiamo di affrontare la nostra vita come diceva un santo Sacerdote: «Io penso a Te Signore, Tu pensa a tutto il resto».
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