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VERO CORPO E VERO SANGUE

Dio sa trarre il bene anche dal male

di Benedetta Saccani

Verso la metà del XIII secolo, nella città portoghese di Santarém, distante 60 km dal comune di Fatima, avviene uno dei più importanti e noti Miracoli Eucaristici della storia.

Una donna, sofferente per il suo matrimonio in crisi, decide di andare da una fattucchiera, in cerca di risposte e di aiuto per risolvere definitivamente il malessere coniugale. Quest’ultima la invita a portarle un’Ostia consacrata. Pertanto, la donna, durante la S. Messa nella chiesa di Santo Stefano a Santarém, dopo aver preso la comunione, nasconde l’Ostia nel suo velo per portarla alla maga, ma la particola comincia a sanguinare. I partecipanti alla Messa guardano sconcertati la signora, piena di sangue, pensando stesse soffrendo per una malattia. La donna, che ancora non si è resa conto di quello che sta succedendo, appena ne prende consapevolezza, corre a casa e nasconde il velo e l’Ostia sanguinante all’interno di un baule. Durante la notte, ella e il marito sono sorpresi e pietrificati da raggi di luce potentissimi che si irradiano dal baule e che illuminano, senza limiti, tutta la loro abitazione. La donna, atterrita, racconta disperatamente al marito tutto quello che era successo il giorno precedente e i due coniugi passano tutta la notte in adorazione. La mattina ella confessa tutto al Parroco. L’Ostia viene riportata nella chiesa di Santo Stefano e sanguina per tre giorni consecutivi. Viene conservata per un lungo periodo di tempo all’interno di un reliquiario di cera d’api, finché un giorno, il sacerdote, una volta aperto il tabernacolo, trova all’interno di un’ampolla di cristallo il Sangue che si era addensato. Ancora oggi è possibile adorare il Sangue di Gesù Cristo sgorgato da quel pezzo di pane, divenuto durante la Santa Consacrazione Corpo e Sangue di Cristo. La stessa Ostia consacrata, intrisa di Sangue, è venerabile ed è conservata in un Trono Eucaristico sopra l’altare maggiore della Chiesa, di fianco all’ampolla di cristallo.

Questo Miracolo è stato analizzato da numerosi studi scientifici, che avrebbero confermato la natura umana del Sangue rinvenuto, compatibile con quello ritrovato sulla Sacra Sindone e con quello del Miracolo Eucaristico di Lanciano, dell’VIII secolo.

Tutt’ora, dopo 800 anni, il Sangue subisce variazioni di colore e di densità.

Giovanni Paolo II, durante il suo Pontificato, scrisse cose di notevole importanza riguardo all’Eucarestia, tra le quali, mi sono rimaste impresse le seguenti frasi:

“La Chiesa ha ricevuto l’Eucarestia da Cristo suo Signore non come un dono, pur prezioso fra tanti, ma come il dono per eccellenza, perché dono di se stesso, della sua persona nella sua santa umanità, nonché della sua opera di salvezza. (…) Quando la Chiesa celebra l’Eucarestia, memoriale della morte e risurrezione del suo Signore, questo evento centrale di salvezza è reso realmente presente e si effettua l’opera della nostra redenzione. Questo sacrificio è talmente decisivo per la salvezza del genere umano che Gesù Cristo l’ha compiuto ed è tornato al Padre soltanto dopo averci lasciato il mezzo per parteciparvi come se vi fossimo stati presenti. Ogni fedele può così prendervi parte e attingerne i frutti inesauribilmente.”

Il Miracolo Eucaristico di Santarém è un evento straordinario, che non lascia indifferenti. Un Miracolo, avvenuto a seguito di una profanazione, di un sacrilegio. Questo dimostra, ancora una volta, come il Signore sappia trarre il bene anche dal male.

Osservare con i propri occhi un pezzo di pane intriso di sangue e sapere che quel Sangue appartiene a Gesù Cristo ed è stato versato per la nostra Salvezza, lascia senza fiato. Ci si trova di fronte a tutto quello che la Chiesa, nel corso dei secoli, ha sempre insegnato, ma che noi, essendo creature, non riusciamo e non riusciremo mai a comprendere completamente. È difficile, con la mente umana, rendersi conto con tutto se stessi che all’interno di un’Ostia consacrata sia presente Gesù Cristo, con la sua umanità e divinità ed è proprio per questo motivo che, dopo la Consacrazione, il sacerdote proclama: “Mistero della Fede”. Data l’impossibilità di comprendere a pieno questo Mistero d’amore soprannaturale, quando mi sono trovata di fronte al Miracolo Eucaristico di Santarém, sono rimasta attonita, mi sono sentita infinitamente grata e, allo stesso tempo, intimorita. Ho provato un sano timore, il Timore di Dio che si riceve dallo Spirito Santo, mediante il Sacramento della Cresima.

Colgo l’occasione per ringraziare i Servi e le Serve del Cuore Immacolato di Maria per la loro disponibilità, accoglienza e soprattutto per il loro forte desiderio di parlare di Maria, dandomi così la possibilità di vivere intensamente questa profonda esperienza di fede.

 

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