Pillole di SpiritualiTà
Il vero spirito di fede porta una persona a staccare lo sguardo da se stessa, per volgerlo verso Dio. (Beato John Henry Newman)
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Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso
Vangelo
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,21-27)
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Parola del Signore.
Spunti di riflessione
Il vangelo di questa domenica mette in discussione il cuore di ogni cristiano. Ascoltando il dialogo tra Pietro e Gesù possiamo, farci delle sante domande: Io seguo Gesù? Lo seguo con il cuore, o con la mentalità di questo mondo? Il mio cuore batte da vero seguace di Cristo? “Ragiono” secondo il Suo Cuore?
Quando Gesù comincia a svelare ai suoi discepoli la missione per cui era venuto al mondo, Pietro si scandalizza. Che il Maestro venga ucciso lo sconvolge. Per cui, nella sua spontaneità e semplicità gli esprime ciò che pensa, il suo ragionamento umano. Dopo aver fatto una bellissima professione di fede: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (cfr. Mt 16,16), vediamo che Pietro espone un ragionamento che si contrappone a quello di Cristo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Davanti alla prepotenza di Pietro, l’Amore di Gesù vuole aiutarlo a comprendere che quel disegno non è stoltezza ma potenza e saggezza di Dio (cfr. 1Corinzi 1:17-31). Ecco allora la frase forse più “dura” del Vangelo, che Gesù usa per correggere il suo discepolo: “Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. Rimprovera Pietro, ma perché vede che lui dà voce alla tentazione di rifiutare la realtà. Gesù “doveva” farlo, questo ci dice il Vangelo. Il nostro Dio si è incarnato, si è fatto uomo, è entrato nella realtà di ognuno di noi, proprio per salvarci, per dare significato e pienezza ad ogni esistenza. Quindi, seguirlo, è innanzitutto prendere in mano la propria realtà così com’è e viverla da cristiano.
Inoltre, questo dialogo tra discepolo e Maestro, ci mette in evidenza che la logica umana è spesso in contrasto con la logica di Dio. Il discepolo che vuole seguire sinceramente Gesù deve entrare nella Sua logica che è l’Amore, “Dio è Amore” (cfr. 1Gv 4,7) ci dice l’apostolo san Giovanni. Ognuno di noi col Battesimo è stato chiamato ad una realtà sublime: vivere da Figli, per entrare nella Gloria di Dio Padre, come Gesù. Ma per questo dobbiamo passare, come Lui, per la via dolorosa. In un mondo in cui regna il piacere, ci costa sentire che c’è da soffrire, da prendere la propria croce, altrimenti non sei Suo vero discepolo. “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.” Ma come dobbiamo leggere queste parole?
Alla luce della Sua Presenza. Gesù ci sta rivelando il Suo modo di pensare e di agire. Dobbiamo “ri-sintonizzare il battito del nostro Cuore col Suo”, perché è il modo per imparare ad Amare veramente. Da Buon Maestro ci invita a fare come ha fatto lui, con la stessa “passione”, con costanza e dedizione, correndo lo stesso rischio, perdere la propria vita, ma credendo che il Suo Amore ha già vinto il mondo e ci accompagna. Lui promette che dopo ogni piccola o grande rinuncia a se stessi c’è la Sua vittoria, dopo la morte la Resurrezione. Quindi, tendere a questa continua conversione: Sia il tuo pensare e il tuo agire secondo Cristo e vivrai da vero cristiano.
In più, noi crediamo che assistiti e nutriti dalla Grazia, in ogni momento presente e futuro, è possibile abbracciare la croce di ogni giorno, che Lui ci consegna. Il modo per portarla è camminare dietro a Lui, con Lui, alla Sua presenza. Sfruttare tutti i mezzi che Lui ci dona e che ci permettono di vivere in grazia di Dio: la preghiera, la Sua Parola, i Sacramenti. In ogni confessione, credere che il Sangue di Gesù ci lava e purifica da ogni peccato, dal nostro modo di pensare o agire che non è secondo il Suo, egoistico, incentrato su noi stessi; e nell’Eucaristia, credere che ci nutre e infonde dentro di noi il Suo Spirito, spirito umile che ci ispira un pensiero santo. Solo Lui può operare questa conversione in noi. Gesù non si stanca mai di noi e ci dice: “imparate da me che sono mite ed umile di Cuore”(cfr. Mt 11, 29).
L’umiltà è quella virtù che dona la gioia di stare al proprio posto, senza guardare agli altri. L’umile, riconosce la propria realtà e s’impegna ad amarla così com’è, sulle orme di Gesù, non davanti a Lui. Infatti, Pietro, accolta l’amorevole correzione di Gesù, ha compreso dove doveva stare ed ha abbracciato la Sua croce fino alla fine per Amore di Cristo “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (cfr. Mt 16,18). La Beata Sandra Sabattini, riflettendo sull’umiltà diceva: “L’uomo in realtà è una creatura modesta e diventa grande solo quando rinuncia all’orgoglio e diventa uno con Dio. Una goccia separata dall’oceano non serve a granché, ma rimanendo nell’oceano ha la sua parte nel sostenere la mole di una nave immensa. Allo stesso modo, se impariamo ad essere una cosa sola con il mondo e con Dio possiamo dire di portare anche noi il peso del mondo; ma, in tale condizione, si abbandona l’io o il tu e rimane soltanto Lui.”
Accogliamo allora in questa domenica, l’invito di Gesù, e guardiamo i santi, esempi luminosi lungo i secoli della chiesa. Chiedendo sempre allo Spirito Santo la forza per stare con umiltà lì dove il Signore ci ha posti, credendo che quella è la nostra vera gioia, ma anche la testimonianza più efficace, da cui scaturiscono il bene e la pace per tutta l’umanità.
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Il vero spirito di fede porta una persona a staccare lo sguardo da se stessa, per volgerlo verso Dio. (Beato John Henry Newman)