Pillole di SpiritualiTà
Nostro Signore si occupa di ciascuna anima con tanto amore, quasi fosse la sola ad esistere. (Santa Teresa di Gesù Bambino)
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Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso
Vangelo
Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,34-40)
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «"Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
Parola del Signore.
Spunti di riflessione
Gesù oggi ci invita a riflettere sul grande comandamento: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”, dandoci anche un secondo comandamento: “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Mt 22, 37-38). Il Signore ci parla dell’amore, parola che ai nostri tempi viene tanto bistrattata, che si trova tra i due estremi di chi la confonde con basse passioni a cui dare sfogo a tutti i costi e di chi ha quasi paura di nominarla. Si potrebbe quasi dire che la sapienza dell’amore è stata così stravolta, che il mondo ha dimenticato che l’amore è una Persona, che Dio è Amore, che Dio è Comunione, Uno in tre Persone. In particolare lo Spirito Santo è l’Amore tra il Padre e il Figlio e tra il Figlio e il Padre: Fuoco divoratore, Fonte d’Acqua viva, divino Artista, che compì l’Opera sublime dell’Incarnazione nel seno purissimo della Vergine Maria per la salvezza del mondo.
“... Forte come la morte è l’amore, tenace come il regno dei morti è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo” (Ct 8, 6-7). Così recita il Cantico dei cantici, che potrebbe farci venire questa domanda: “Chi può uscire dal regno dei morti?” Nessuno. Allo stesso modo chi è davvero appassionato non pensa ad altro fuorché alla sua passione, e nessuna difficoltà, nessun’altra proposta può farlo deviare da quella passione. È qualcosa di tenace, senza ritorno ed ineluttabile: non ammette rivali né cambi di decisione, non teme la solitudine, le calunnie, le persecuzioni, le torture e nemmeno la morte, anzi! Più la strada per esaudire l’oggetto della passione si fa dura, più quel fuoco, che si consuma dal desiderio, arde e divampa. Questo avviene perché la passione di cui stiamo parlando non è una passione qualunque di questa povera terra, ma è un incendio che nasce da un Fuoco eterno: Dio, Sapienza eterna dal valore inestimabile.
Eppure la vera sapienza è stimata cosa da nulla da chi vive nella falsità. Ce lo spiega bene il Libro della Sapienza: “Il Santo Spirito, che ammaestra, fugge ogni inganno, si tiene lontano dai discorsi insensati e viene scacciato al sopraggiungere dell’ingiustizia” (Sap 1, 5). Non è solo il Divino Spirito a fuggire, ma è anche l’anima che, anziché chiamarlo, lo scaccia via da sé, chiudendo la porta del cuore perché Lui non entri. Occorre perciò pregare lo Spirito Santo, invocarlo su di noi, perché venga con i Suoi doni, che ci renderanno capaci di amare come ama Dio, senza egoismo.
Una volta fatto entrare questo dolce Ospite bisognerà chiudere la porta e chiedergli di sigillarla Lui stesso, perché non vada più via da noi. È necessario custodire l’Amore e supplicare l’Amore perché renda cenere tutto quello che impedisce alla Sua potenza divina di raggiungerci e di trasformarci totalmente in Lui. È morire a noi stessi, e accogliere la forza dirompente del Signore “nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia” per amarlo ed onorarlo tutti i giorni della nostra vita. Si tratta di un vero e proprio sposalizio tra Dio e la sua creatura.
Come si può amare qualcuno lasciando la porta aperta per scappare, dicendo: “Metti che poi capiamo che non ci amiamo più...”? Se ci si dona completamente a qualcuno, come si può ritirare il dono o anche solo pensare di farlo, perché si dà per certo che forse un giorno non ci sarà più l’amore di un tempo? Il vero amore è per sempre, ma quante debolezze notiamo in noi, quanti problemi! Come si può amare sempre quando in noi non abita Dio, l’eterno Amore, senza il quale nulla può esistere? Come conservare fresco e vivo un amore di coppia senza il sigillo dello Spirito Santo, che scende sugli sposi nel Sacramento del Matrimonio?
Abbiamo bisogno di un aiuto dall’alto, perché Gesù, Sole della Grazia, sorga continuamente nella nostra anima, facendo germogliare, crescere e maturare in noi abbondanti frutti di bene, non solo per noi, ma anche per il nostro prossimo.
“Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla Sua voce e tenendoti unito a Lui, poiché Lui è la tua vita e la tua longevità...” (Dt 30, 19-20): certezza più certa di ogni certezza che dona la vera pace!
II mio amato mi appartiene, io non lo abbandonerò più!
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